Gay censurati al cinema: da Spartacus a A Beautiful Mind

La storia del Cinema è costellata di censure nei confronti dei gay.

Non è la prima volta che scriviamo di censura ed immagino neanche l’ultima. Se il mondo del cinema in questi ultimi anni ha puntato più volte le sue potenti cineprese sull’ omosessualità, schierando anche nomi blasonatissimi del suo sfaccettato firmamento, solo qualche decennio fa gay e lesbiche venivano invece spietatamente depennate dal grande schermo. Nel nostro elenco finiscono di diritto kolossal come Spartacus (1960) dove le immagini del tentativo di seduzione da parte di un potente generale (Laurence Olivier) nei confronti di uno giovane schiavo (Tony Curtis) vennero brutalmente tagliate via e reinserite solo molti anni dopo.

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Nessuna menzione di omosessualità neanche in Colazione da Tiffany, opera cinematografica tratta dall’ omonimo romanzo di Truman Capote, dove la sessualità del narratore rimane avvolta in una palpabile ambiguità e l’ incantevole Holly Golightly viene invece considerata gay da molti. La lista continua con Il tormento e l’estasi, celebre biografia di Michelangelo, La gatta sul tetto che scotta e soprattutto con A Beautiful Mind, pluri-premiato film del 2001, dove non c’è ahimè accenno alla spiccatissima bisessualità del matematico Josh Nash.

Via | Out

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