Vaticano, il teologo David Berger ribadisce: “Il 50% dei preti è gay”

Il teologo David Berger torna a ribadire quanto già spiegato nel suo libro del 2010: più del 50% dei preti cattolici è gay e al Vaticano questo non può che far comodo.

Foto: Karlheinz Schindler

David Berger, teologo tedesco ex dipendente della Pontificia accademia di San Tommaso d'Aquino in Vaticano, ha approfittato dell’eco del coming out di monsignor Krzysztof Charamsa, per vuotare il sacco su qualche particolare che sostiene di aver scoperto in prima persona durante la sua permanenza in Vaticano.

Berger, omosessuale dichiarato, sostiene che più del 50% dei preti cattolici sia gay. Il motivo è presto detto: assumere presti gay funziona eccezionalmente bene per la Chiesa Cattolica. L’omosessualità viene demonizzata dalla Chiesa, è un peccato molto grave. Quindi l’idea di un prete celibe - a cui non vengono mai fatte domande sul suo stato di scapolo eterno - diventa molto appetibile per gli uomini gay”.

La Chiesa Cattolica, prosegue Berger nella sua intervista alla rivista tedesca Stern, “ha il vantaggio di aver molti uomini gay con una coscienza colpevole. Fanno del loro meglio per essere particolarmente intelligenti, leali al Papa, e lavoratori instancabili. Ecco perchè hanno più possibilità di fare carriera e, così, arrivare fino in Vaticano. Lì trovano una rete di uomini gay in cui ci si aiuta a vicenda”.

Secondo il teologo, in Vaticano esiste una regola molto semplice: in privato puoi fare sesso con altri uomini, ma in pubblico devi rimanere fedele ai principi della Chiesa e non parlarne mai.

David Berger è stato costretto a lasciare il proprio incarico proprio alla luce del suo coming out. La sua avventura/disavventura è stata raccontata dal 2010 in un libro firmato dallo stesso Berger, Der heilige Schein: Als schwuler Theologe in der katholischen Kirche.

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