Unioni civili, L’Espresso elenca le ultime novità. Cirinnà: “Non vi sarà alcun arretramento”

La senatrice Monica Cirinnà commenta le indiscrezioni pubblicate da L’Espresso sul nuovo testo del DDL sulle unioni civili.

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Il quotidiano L’Espresso ha pubblicato poche ore fa il testo della terza versione del disegno di legge Cirinnà, quello che dovrebbe essere votato entro il 15 ottobre prossimo, salvo i sempre più probabili slittamenti dell’ultimo minuto. Nel testo, scrive il quotidiano, si tiene conto delle obiezioni avanzate dai centristi di Ap e Ncd e si è ridotto il numero di riferimenti diretti al matrimonio, mentre non si è fatto alcun passo indietro stepchild adoption.

Secondo L’Espresso, inoltre, si parla di uno slittamento in avanti della delega del Governo per le ulteriori regolamentazioni, al punto che si potrebbero fare correzioni fino al 2018.

Nel dettaglio, secondo il quotidiano, il nuovo testo introduce una modifica che rende ben netta la differenza tra coppie di fatto e matrimonio, rimuove il riferimento a un registro delle unioni civili - si parla invece di “archivio dello stato civile” - e toglie diversi riferimenti agli articoli del codice civile che disciplinano il matrimonio. Si legge:

il nuovo testo rinuncia a inserire “ovunque nelle leggi, decreti e regolamenti” la parola “unione civile” dopo la parola “matrimonio”): alcuni – come l’articolo 143 e 144 sugli obblighi tra coniugi, indirizzo e residenza - sono recuperati nella sostanza, ma con una formulazione leggermente diversa, che salta sistematicamente la parola “famiglia”; ad altri – come il 147 e il 148 sugli obblighi verso i figli - si rinuncia semplicemente.

Non solo. Relativamente al cambio anagrafico di sesso, il nuovo testo prevede lo scioglimento dell’unione civile nel caso in cui uno dei due componenti decida di cambiare sesso. Vengono introdotte, inoltre, norme che estendono la pensione di reversibilità alle unioni omosessuali.

Quello che, però, ha fatto storcere il naso a Cirinnà è la parte in cui il quotidiano parla dello slittamento della normativa delegata al Governo, chiamato ad emanare decreti legislativi per armonizzare la nuova legge con l’ordinamento. A questo proposito la senatrice Monica Cirinnà, poco dopo la pubblicazione dell’articolo, ha diffuso una nota per fare qualche precisazione:

Sulle unioni civili leggo alcune anticipazioni de L'Espresso che non corrispondono alla realtà, citando un ddl non ancora depositato. Rispetto al testo base del 17 marzo non vi è alcuno slittamento temporale delle norme, nemmeno di quelle delegate. Al contrario, migliorando ulteriormente quel testo, si è introdotta una specifica disposizione transitoria che stabilisce l'immeditata efficacia di tutta la disciplina sulle unioni civili. Limitatamente alle norme sulle trascrizioni, che necessitano di un adeguamento regolamentare, si dispone l'adozione di una disciplina transitoria vigente fino all'entrata in vigore dei decreti delegati che, comunque, dovranno essere adottati non oltre 6 mesi.

E, ancora:

Fermo restando che i contenuti del nuovo testo saranno resi noti nel dettaglio quando questo sarà depositato, posso assicurare che, contrariamente a quanto qualcuno sembra ipotizzare, non vi sarà alcun arretramento rispetto ai diritti e ai punti fondanti del testo base, più volte esplicitati ed enucleati dalla giurisprudenza costituzionale nazionale ed europea.

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