Unioni civili, nessun accordo sulla calendarizzazione: sempre più probabile lo slittamento al 2016

Sembra ormai sfumata la possibilità che si riesca ad approvare le Unioni Civili in Italia prima della fine del 2015.

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L’intervista di ieri del Ministro per le per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, ha dato il via a un vero e proprio scontro tra il Partito Democratico e Sel, accusato dal ministro di aver proposto migliaia di emendamenti sulla riforma del Senato - per non parlare di quelli presentati da Calderoli - che per forza di cose causeranno lo slittamento dell’approvazione del DDL Cirinnà sulle unioni civili già paventato da più fronti.

E così, a poche ore dalla pubblicazione dell’intervista, mentre Sel risponde a mezzo stampa e definisce “vergognose” certe interviste, spiegando che si vuol spiegare lo slittamento delle unioni civili incolpando “i nostri emendamenti al ddl costituzionale”, anche il Movimento 5 Stelle va all’attacco del PD. Gianluca Castaldi, senza mezzi termini, afferma:

La senatrice De Petris ha chiesto di calendarizzare per lunedì prossimo il ddl sulle unioni civili. Almeno l'incardinamento, ma il Pd ha detto no perchè delle unioni civili non gliene frega nulla.

La risposta del PD non si è fatta attendere, stavolta tramite Luigi Zanda:

Non siamo d'accordo sull'utilizzo di un tema così delicato per alzare il livello dell'ostruzionismo che è già alto. Queste urla confermano che di ostruzionismo si tratta.

Il problema, adesso, è che la riforma costituzionale resterà al Senato fino al 13 ottobre prossimo (qui il calendario in aggiornamento), ma pochi giorni dopo si dovrà iniziare a discutere della legge di stabilità e per le unioni civili resterebbe quindi una manciata di giorni. Una missione impossibile visto che restano ancora più di mille emendamenti da passare al setaccio.

L’idea è quella di portare in aula il DDL Cirinnà senza attendere la fine della discussione in Commissione di Giustizia al Senato e passare quindi al voto degli emendamenti che restano. Non si è comunque raggiunto un accordo sulla calendarizzazione (qui trovate il resoconto della seduta di ieri) e anche la stessa Monica Cirinna ha votato contro.

Ivan Scalfarotto, subito dopo la fine dell’udienza di ieri, ha così commentato all’Adnkronos:

La finestra si è ridotta ma il Pd e il governo faranno di tutto per cercare di portare in aula le unioni civili. Se slittano la colpa è di M5S e Sel che per ritardare di 5 giorni i lavori sulle riforme, rischiano di far saltare le unioni civili che pure dicono di sostenere. […] Grasso si è concentrato sulle riforme e, dal suo punto di vista, ha ritenuto di concedere più spazio alle opposizioni per la discussione e magari per trovare un accordo sul ritiro degli emendamenti evitando la tagliola. Noi da parte nostra, con Luigi Zanda e Maria Elena Boschi, abbiamo insistito in tutti i modi nella capigruppo per chiudere le riforme entro l’8 ottobre. M5S e Sel, in modo del tutto miope, non ci hanno agevolato.

Salvo miracoli, insomma, possiamo smettere di sperare che le Unioni Cili arrivino in Italia prima della fine dell’anno.

Ivan Scalfarotto, vicepresidente del PD

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