Liberi di essere, liberi di amare. Nuovo slancio per Arcigay Bari

Giuseppe Maffia, neo presidente Arcigay BariAd aprile dello scorso anno l’Arcigay di Bari finì sulle pagine di tutti i giornali italiani perché aveva eletto come suo presidente un uomo eterosessuale, Francesco Brollo. Non mancarono le polemiche. Tra gli altri si occupò dell’elezione di Brollo anche Giuliano Ferrara che approfittò dell’occasione per ripetere che l’unica vera famiglia è quella formata da un uomo e una donna. Noi di Queerblog intervistammo Brollo e gli sottoponemmo alcune domande che avevate inviato voi lettori.

Poi, com’è normale, sulla sezione barese di Arcigay è calato il silenzio: un silenzio, però, che non è stato sintomo di operatività ma, per via di alcune questioni interne (che nulla hanno a che fare con l’orientamento sessuale del presidente, ci assicurano), ci si è trovati dinanzi a uno forte stallo che, di fatto, ha tenuto bloccata l’associazione per lungo tempo. In particolare fino a sabato 30 giugno. Infatti, quando in Italia e in Europa si celebravano diversi gay pride, i membri di Arcigay Bari si sono riuniti e hanno proceduto a eleggere un nuovo presidente – il ventottenne Giuseppe Maffia (in foto) – e un nuovo direttivo.

Il neo presidente ha detto a Queerblog di voler riavvicinare le persone lgbtqi baresi alla lotta per i loro diritti e poter essere, così, un punto di riferimento per tutte quelle persone che in questo periodo si sono viste abbandonate per questioni interne e burocratiche che, di fatto, non hanno permesso di lavorare per i diritti.

Arcigay Bari e il nuovo presidente Giuseppe Maffia

Secondo Maffia è importante che Arcigay Bari abbia un atteggiamento di dialogo e di confronto sia interno che con le varie associazioni ed è per questo che individua in due linee direttrici (la prima – rivolta alla comunità lgbt – finalizzata all'accoglienza, all'aiuto e al supporto psicologico; la seconda – rivolta anche al mondo etero – di carattere più spiccatamente culturale al fine di combattere pregiudizi e discriminazioni) il campo di azione sul quale muoversi, insieme al suo direttivo.

Ci auguriamo che Arcigay Bari possa, così, uscire dall’impasse in cui si è trovato in quest’ultimo periodo e riprendere il lavoro a favore dell’intera comunità lesbica, gay, bisex, transessuale e queer (lavoro, comunque, già avviato dal 1989 anno di nascita dell’Arcigay barese). E in questo fa ben sperare il fatto che in settimana Giuseppe Maffia si recherà in Regione per iniziare a parlare di un Pride a Bari nel 2013.

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