Le unioni civili diventano “formazione sociale specifica”

Le unioni civili cambiano nome, perdono il loro status di istituto giuridico originario e diventano “formazione sociale specifica”

E così le unioni civili diventano una “formazione sociale specifica”. A inserire questo distinguo nel primo articolo del DDL Cirinnà è stata la stessa relatrice Monica Cirinnà che, con il voto congiunto di PD e MoVimento 5 Stelle, accoglie un subemendamento di Emma Fattorini (PD) che in tal modo intendeva eliminare una possibile confusione tra le unioni gay e il matrimonio eterosessuale. Quindi le unioni civili che forse un domani ci saranno in Italia sono sempre più caratterizzate dall’essere un ghetto vero e proprio. Ma nemmeno così vanno bene al Nuovo Centro Destra e all’UDC, che si sono astenuti dal voto insieme ai leghisti e a Forza Italia (eccezion fatta per Ciro Falanga).

Per Sergio Lo Giudice (PD) non siamo dinanzi a un compromesso al ribasso con in cattolici, ma anzi è una dicitura meritevole, perché

in questo senso si chiude il dibattito sul fatto se i partner di una coppia omosessuale debbano godere di diritti singoli o se siano i diritti della coppia a dover essere sanciti nella nuova normativa: abbiamo preso questa seconda strada.

Dal canto suo Maurizio Sacconi afferma:

La definizione delle unioni civili come “specifica formazione sociale” appare come un disperato espediente causidico per distinguerle dal matrimonio ma, come abbiamo più volte detto, se un animale abbaia come un cane ragionevolmente è un cane. E la descrizione di questa “formazione sociale” è quella del matrimonio.

In tutto questo arriva il tweet di Matteo Renzi per il quale la legge sulle unioni civili deve arrivare al Senato prima del 15 ottobre e cioè prima della sessione di bilancio.


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