Unioni civili: le reazioni dei politici alle parole del cardinal Bagnasco

La maggioranza è divisa dopo il nuovo no dei vescovi italiani alle unioni civili (ah, la laicità del Paese!)

Siamo alle solite: quei partiti politici che solo pochi giorni fa accusavano monsignor Galantino di ingerenza nella vita politica italiana per le sue parole sull’immigrazione, ora plaudono alla presa di posizione del cardinal Bagnasco sulle unioni civili. Strano paese, l’Italia… Ecco, comunque, alcune reazioni alle parole del presidente dei vescovi italiani.

Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd-Ap afferma: «Bagnasco ha colto il punto. Il problema non è negare alcun diritto ma diversificare situazioni che sono diverse e, per questo, avere la certezza di sbarrare la strada a pratiche insopportabili per chi laicamente crede nella dignità della donna, come l’utero in affitto. Se queste considerazioni possono diventare consapevolezza comune, non è difficile trovare una soluzione, anche di tipo legislativo». Gli fa eco Maurizio Lupi, capogruppo di Alleanza Popolare alla Camera: «Sulle unioni civili la nostra posizione da sempre è molto chiar: ok ad una buona legge sui diritti, ma no ad una legislazione sulle famiglie di fatto». Naturalmente, le parole di Bagnasco sono manna per Carlo Giovanardi, capogruppo in commissione Giustizia al Senato, che esulta: «Siamo pronti a riconoscere i diritti dei singoli ma totalmente contrari al testo Cirinnà che apre la porta a reversibilità, adozioni e alla pratica dell’utero in affitto». Dello stesso avvisto Giorgia Meloni: «Non serve essere credenti per condividere il pensiero di Bagnasco. Ci batteremo in Parlamento e continueremo a raccogliere firme contro il ddl Cirinnà». Roberto Maroni chiosa: «Questa è la Chiesa che mi piace». E pensare che solo pochi giorni fa il segretario del suo partito, Salvini, aveva invitato (è un eufemismo) i vescovi a tenersi lontani dalla politica.

Sul fronte opposto, troviamo Ivan Scalfarotto per il quale: «Bagnasco è oggettivamente fuori dal tempo, la sua riflessione non tiene conto della realtà e si scontra con l’evidenza dei più grandi Paesi e dei più prestigiosi ordinamenti giuridici nel mondo, con Gran Bretagna, Francia, Spagna, Stati Uniti d’America». Manuela Repetti, gruppo Misto, la pensa così: «Rispetto le opinioni del cardinale, ma il Parlamento ha il dovere di legiferare con la massima autonomia e laicità su questi problemi con l’obiettivo di tutelare i principi di libertà al passo con una modernità che spesso alcuni prelati faticano a comprendere nei suoi aspetti positivi». Infine Alberto Airola, senatore del M5S precisa: «Vorrei rispondere al cardinale che quello che il Parlamento prova a fare con questa legge è un passo in più ovvero estendere tali diritti alle persone in quanto coppia. La legge sulle unioni civili è un provvedimento necessario per ristabilire un principio laico di uguaglianza e per colmare il vuoto normativo con le conseguenti discriminazioni che subiscono coppie di persone omosessuali ed eterosessuali che non vogliono o non possono unirsi in matrimonio». Matteo Renzi tace.

Per Bagnasco non si deve discriminare chi sostiene che il matrimonio è solo tra uomo e donna

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