Il prete che “cura l’omosessualità” con l'omeopatia e il vescovo che lo sostiene

Un sacerdote messicano sostiene di aver trovato una “cura” dell'omosessualità grazie all'omeopatia. Nel 2011 anche i medici cattolici tedeschi proposero cure simili

Omeopatia

Don Carlos Aguilera Sánchez, sacerdote messicano che esercita il suo ministero a Piedras Negras – Coahuila, sostiene di aver trovato un metodo per “curare l’omosessualità” in bambini e bambine grazie all’omeopatia. Il sacerdote, che da anni si dedica all’omeopatia e cura se stesso con tale medicina (ha 80 anni e ha un tumore che tratta con l’omeopatia e “sta bene” da anni, dice lui, nonostante i medici gli avevano dato solo una settimana di vita), ritiene di aver scoperto un trattamento molto valido per ottenere che i bambini “siano normali”, sempre se desiderano esserlo.

Dichiarazioni che hanno fatto piovere un sacco di critiche sul sacerdote, a partire dal fatto che considera l’omosessualità una malattia. Però c’è stato anche chi esorta il sacerdote ad andare avanti. Monsignor Gustavo Rodríguez Vega, arcivescovo di Yucatán, afferma che don Carlos ha “fatto cose buone”, motivo per cui consiglia di non prendere alla leggera le sue affermazioni e di “comprovarle scientificamente per vedere se è vero quello che dice”.

Ritenere che l’omeopatia possa curare l’omosessualità non è una novità solo messicana. Nel 2011 l’associazione dei medici cattolici tedeschi pubblicò sul magazine online Telepolis un articolo dal titolo Con l’omeopatia contro l’omosessualità in cui, pur sottolineando che l’omosessualità non è affatto una malattia, tuttavia i trattamenti omeopatici potevano tenera a bada tale inclinazione. La cura proposta dai medici tedeschi era la prescrizione di piccole pillole composte per lo più da zucchero, accompagnate da psicoterapia e da consigli religiosi.

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