Matteo Renzi ribadisce il “modello tedesco” per le unioni civili in Italia

Si continua a parlare di unioni civili come se fossero matrimonio: non lo sono! E a maggior ragione non lo sono le “unioni civili alla tedesca”

Matteo Renzi

Il Premier Matteo Renzi ha confermato quella che è la via italiana alle unioni civili: intervistato dalla tv Primocanale, Renzi ha affermato:

L’Italia ha una proposta di legge presentata dalla senatrice Cirinnà, e sarà votata tra luglio e settembre. Anche in questo caso replichiamo il modello tedesco, diverso dal modello irlandese. Credo che possa funzionare e avere i voti in Parlamento.

Dobbiamo notare – come già fatto in passato – che c’è molta confusione sul tema: tanto i politici, quanto i giornalisti, quanto le persone comuni confondono matrimonio e unioni civili. Innanzitutto, il matrimonio è matrimonio e non c’è modello irlandese, francese, spagnolo e via dicendo: il matrimonio è quello che tutti sappiamo essere e quando si parla di matrimonio ugualitario si intende che tutti – etero e gay – hanno accesso allo stesso istituto.

Ci sono poi le unioni civili, che non sono matrimonio, ma un istituto diverso, con diversi diritti e doveri: le unioni civili possono essere aperte a tutti (gay ed etero) e possono coesistere con il matrimonio (una cosa non esclude l’altra); quindi ci sono le unioni civili “ghetto” (sì, bisogna chiamarle così) che sono quelle alla tedesca e, in pratica, quelle che si stanno proponendo in Italia: cioè un istituto giuridico riservato a un certo gruppo di persone, come a voler dire che il matrimonio è un qualcosa di esclusivo appannaggio di una parte della società, gli altri, se vogliono, possono avere un contentino. E questo è quello che si sta votando in Italia. Qualora non fosse chiaro, è Barbara Cirinnà stessa a dirlo in maniera esaustiva:

Il testo base approvato dalla commissione Giustizia del Senato si fonda sull’articolo 2 della Costituzione e non sull’articolo 29. Tale articolo dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità. Parliamo di coppie, dunque. Ma sia chiaro, le unioni civili non sono equiparabili al matrimonio e sia chiaro anche che le adozioni restano riservate alle coppie di sesso diverso unite in matrimonio.

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