Il cardinal Bagnasco ribadisce il suo no alla legge sulle unioni civili

Come ormai è d'abitudine il cardinal Bagnasco nella Prolusione ai lavori dell'Assemblea Generale della CEI se l'è presa con i diritti umani delle persone LGBT

Angelo Bagnasco

I vescovi italiani sono riuniti per l’Assemblea Generale, che questa volta è stata aperta direttamente da papa Francesco. Naturalmente non è mancata la Prolusione del cardinal Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, che, come sempre, ha dato una sua lettura della situazione che viviamo. E, come sempre!, ha avuto da ridire sui diritti umani delle persone LGBT.

Dopo aver detto che «nell’orizzonte parlamentare va avanti il disegno di legge delle cosiddette “unioni civili e delle convivenze”» e aver sottolineato che «non sono in questione le scelte individuali delle singole persone», ha dato il suo affondo (niente di nuovo, sempre la solita musica:

Il testo di legge in questione ancora una volta conferma la configurazione delle unioni civili omosessuali in senso paramatrimoniale. Tale palese equiparazione viene descritta senza usare la parola “matrimonio”, ma in modo inequivocabile: “le disposizioni contenenti le parole ‘coniuge’, ‘coniugi’, ‘marito’ e ‘moglie’, ovunque ricorrano nelle leggi, nei decreti e nei regolamenti, si applicano anche alla parte della unione civile tra persone dello stesso sesso” (art. 3).

Magari, Eminenza, ci fosse una equiparazione! Il fatto è che la legge al vaglio del Parlamento istituisce un’unione civile ghetto!

Bagnasco ha poi salito sul cavallo di battaglia di tutti coloro che sono contrari al matrimonio ugualitario: i figli. Ha detto il presule:

Questa equiparazione riguarda anche la possibilità di adozione, che per ora si limita all’eventuale figlio del partner (art. 5). È evidente che – come è successo in altri Paesi – l’adozione di bambini sarà estesa senza l’iniziale limitazione. Così come è evidente, ancora alla luce di quanto accade altrove, che presto sarà legittimato il ricorso al cosiddetto “utero in affitto”, che sfrutta indegnamente le condizioni di bisogno della donna e riduce il bambino a mero oggetto di compravendita. Il desiderio della maternità o della paternità non può mai trasformarsi in diritto per nessuno.

E poi, tanto che c’era, ha tirato fuori pure la teoria del gender, che tutti sappiamo non esistere ed essere una distorsione, ma loro continuano imperterriti a parlarne:

A Napoli il Papa disse che la cosiddetta “teoria del gender” è uno “sbaglio della mente umana” e successivamente ha espresso il dubbio “se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa confrontarsi con essa”

Insomma, la solita storia, ripetuta e ripetuta. Il problema è che molti – a cominciare dai nostri politici – credono alle parole di Bagnasco e noi siamo nella situazione che siamo anche per questo motivo.

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