Si difendono gli artisti della "Madonna piange..."

Non ci stanno gli artisti e in genere le realtà queer indipendenti italiane, raccolte sotto la sigla di QueerHell, a subire in silenzio la censura e gli attacchi mediatici contro la mostra che doveva essere allestita a Bologna in vico Bolognetti, nel quartiere San Vitale.

Non riteniamo il titolo della mostra un'offesa e sorridiamo al fenomeno mediatico sterile e riempitivo che ha reso bene il quadro di un establishment italiano qualunquista, preso più dalla speculazione politica del cane-mangia-cane che dai reali accadimenti sociali e culturali nazionali di cui ha mostrato, attraverso il riflesso dei media, di non sapere assolutamente nulla. Gli intellettuali, i critici d'arte e le voci autorevoli scomodate condannano una mostra senza averla mai vista e senza sapere minimamente di che cosa si tratti.

Il pretesto per la cancellazione - con tanto di richiesta di scuse da parte delle autorità religiose - è stato il titolo originale (già scartato) "La Madonna piange sperma". Ora: prima di discutere teniamo presente che quel titolo non sarebbe stato stampato da alcuna parte visto che era stato cambiato.

Ma in ogni caso: se piange sangue è un miracolo e se piange un altro liquido corporeo è blasfemia? Personalmente trovo più blasfemo credere che la Vergine Maria abbia tempo per andare a Civitavecchia o altrove a far piangere una statuina o a Medjugorie a parlare a quattro esaltati, come se non fosse già abbastanza impegnata a impetrare misericordia per i peccati del mondo.

In ogni caso la censura non mi sembra degna dei valori dell'Occidente che tutti, a parole, si vantano di difendere.

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