Cristopher Street Parade: a Milano sfila l'antiomofobia

E Gay Pride è stato anche a Milano. Gli organizzatori parlano di 30mila presenze. Altri scendono a 3mila. Ma questa dei numeri da anni è una battaglia persa. L'importante è esserci.

Al grido di "No all'omofobia", i manifestanti hanno deposto un cesto pieno di finocchi davanti al portone sbarrato di Palazzo Marino. Per dire alla Moratti di non "scordarsi di noi", in seguito al rifiuto di patrocinio e finanziamento al festival del cinema gaylesbico di Milano. Il vicesindaco Riccardo De Corato ha promesso "Mai più finanziamenti o patrocini dal Comune a iniziative organizzate da associazioni gay, sarebbero una legittimazione dei Dico". L´assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi ha invece preso le distanze: "Una crociata contro gli omosessuali mi sembra solo idiozia".

Corteo all'insegna della polemica, quindi, quello che ha sfilato da Porta Venezia al Castello Sforzesco, per una giunta comunale e un governo assenti e ostili. Solo la ministra Pollastrini, che era presente al Gay Pride di Roma, ha mandato un messaggio di supporto, auguri e solidarietà.

Per l'occasione il sito di GayTv ha realizzato delle interviste ad alcuni personaggi che vale la pena leggere, tra cui Lino Banfi e Angela Finocchiaro. E magari il prossimo anno al gay pride sarebbe il caso di invitare anche loro.

Intanto chiediamo a tutti coloro che erano presenti sabato di inviarci foto e commenti. Questa la notizia divulgata dall'Ansa sulla manifestazione.

GAY:MANIFESTAZIONE MILANO,SIAMO BARRIERA LAICITA' STATO/ANSA ORGANIZZATORI PORTANO CESTO DI FINOCCHI DAVANTI SEDE COMUNE (ANSA) - MILANO, 23 GIU - Un cesto pieno di finocchi per il sindaco Letizia Moratti, depositato davanti a Palazzo Marino, tanti slogan contro la Chiesa e il Papa, palloncini colorati, drag queen, cartelli in difesa di qualunque orientamento sessuale. Dopo quella di Roma, un'altra manifestazione colorata, ironica e non violenta per i diritti civili, e in particolare degli omosessuali, ha invaso Milano. Migliaia di persone (20.000
per gli organizzatori) hanno sfilato in quello che è stato definito il Christopher Street Day.
"Siamo noi la punta di diamante per la difesa dei diritti in questo paese, la barriera per riaffermare la laicità dello stato contro l'invadenza della chiesa" ha detto Franco Grillini, leader di Arcigay e parlamentare, per il quale quella di oggi è "una manifestazione particolarmente importante per Milano, dove c'è la più grande comunità omosessuale d'Italia, ma ci vengono negati anche i patrocini alle nostre iniziative al punto che abbiamo intenzione di cambiare il nome di Letizia Moratti in Letizia Monatti".
Proprio al sindaco è stata dedicata la trovata più provocatoria della manifestazione. Le è stato simbolicamente consegnato un cesto di finocchi, lasciato all'ingresso, chiuso, della sede del Comune. "Milano tratta gli omosessuali come appestati", ha spiegato Grillini.
Il corteo è partito alle 17 da Corso Venezia e si è chiuso un paio d'ore dopo davanti al Castello Sforzesco. In testa uno striscione con la scritta 'Tutti i colori del cuore'. Quindi diversi automezzi decorati con striscioni, palloncini, uomini a dorso nudo, pieni di tatuaggi, travestiti con le ali sulle spalle, coppie dello stesso sesso su vetture addobbate come quelle degli sposi. Tra gli slogan 'Giu' le mani dalle nostre vite, via le mani dallo nostre mutandè. Su uno striscione era scritto 'Voglio essere grosso, felice e peloso'. Sui cartelli 'Tu bevi il caffe', tu sei biondo, io sono transessualè.
Molte le scritte contro il papa: la maglietta più venduta è stata quella con lo slogan 'Papa don't preach'. Durante la sfilata, piena di musica, sono stati lanciati coriandoli e preservativi.
Tante anche le bandiere dei movimenti, mentre tra i politici hanno sfilato Carlo Monguzzi dei Verdi ('stiamo rischiando di tornare al medioevo dei dirittì), Pierfrancesco Majorino dell'Ulivo ('queste sono battaglie da sostenere con la massima convinzionè) e Valerio Colombo del Partito Umanista. (ANSA).

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