Milano cancella anche la mostra sull'arte gay?

No. Non è proprio un bel momento per l'arte gay. Dopo la mostra bolognese di illustrazioni a tematica queer curata da CarniScelte - eliminata per censurare un titolo che era già stato scartato - è a rischio cancellazione anche quella che era stata annunciata (un po' pomposamente) come "la più grande mostra d'arte contemporanea gay mai realizzata in Italia". Parliamo di "Vade retro. Da von Gloeden a Pierre et Gilles", un evento culturale voluto fortemente dall'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi e da lui stesso, a quanto pare, cancellato.

A parte i dubbi sul concetto stesso di "arte gay"; ma perché questo dietro-front così improvviso a pochi giorni dall'inaugurazione? Non è molto chiaro, come al solito quando c'è di mezzo Sgarbi. Certo, dopo il festival di cinema gaylesbico cui fu negato il patrocinio sarebbe la seconda volta in un mese che il Comune di Milano brilla per omofobia. Per una mostra che si doveva intitolare "Vade retro!". Che sottigliezza...

Pare comunque che dietro la cancellazione ci sia un San Sebastiano "icona gay", oltre a una sezione vietata ai minori. Non vorremmo dover ricordare che tutte le raffigurazioni di San Sebastiano hanno un sottotesto omoerotico fortissimo e che nessuno ha mai avuto nulla da ridire; ma non è che siamo diventati l'Iran e non lo sappiamo?

Intanto l'ufficio stampa della mostra rassicura: "Vade retro" sarà allestita come previsto e si potrà visitare dal 10 luglio al Palazzo della Ragione, in piazza dei Mercanti. Non ci resta che aspettare e (forse) vedere.

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