Dana Olmert: sì al Gay Pride

Per la serie “il re è nudo ma nessuno si permetta di farglielo notare” negli Stati Uniti, per la gioia delle diverse organizzazioni omosessuali, Mary Cheney (figlia lesbica del vicepresidente) non si pronuncia sulle importanti questioni della comunità GLBTQ. Censura posta dal padre, vicino all’omofobo Bush?! Chi può dirlo, ufficialmente.
Non tutte le figlie lesbiche di importanti politici decide di tacere, gongolandosi nei preconcetti dei propri genitori.
Dana Olmert (docente universitaria nonché figlia del primo ministro israeliano) durante un’intervista radiofonica ha appoggiato pubblicamente il Gay Pride, la cui realizzazione negli ultimi tempi risulta essere alquanto difficoltosa.

Dana ha poi aggiunto: “Il Gay Pride è una manifestazione politica, è l'espressione di un'azione politica e dunque non c'e' bisogno di chiedere l'autorizzazione per farla”.

Sante parole, aggiungerei. Quando la comunità GLBTQ, anche in Italia, da soggetto elettivo diventa rappresentativo delle esigenze di un gruppo (speriamo consistente) di cittadini?

Via | Ansa

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