Torino: preside vieta la recita perché troppo lesbica

Torino. Un ex collega, qualche tempo fa, parlando dell’utilizzo degli insulti mi disse una grande una verità: per screditare una donna la si definisce una puttana mentre per un uomo basta definirlo finocchio, checca…
I soliti luoghi comuni che, bomba gay insegna, non cadono poi così facilmente. Mentre molti italiani si scandalizzano per la (saggia) punizione stabilita da una docente ad un ragazzo a cui le buone maniere andrebbero evidentemente insegnate, io riporto su questo sito una notizia apparsa sulla versione on line de “la Stampa”. Secondo quanto documentato da Giuseppe Legato il preside di una scuola media torinese avrebbe impedito la realizzazione di una recita che raccontava la storia di due ragazze, l’una innamorata dell’altra.

La realizzazione del progetto, ha dichiarato Marco Grilli (il consulente teatrale che ha aiutato i ragazzi), è stata bloccata solo alla fine del percorso creativo, iniziato in corrispondenza dell’anno scolastico.

“Ci credevano tanto in questo progetto –ha dichiarato alla stampa l’uomo. Mi avevano detto che l’episodio narrato era accaduto ad alcune loro coetanee e volevano sensibilizzare la gente su un tema attuale e grave allo stesso tempo”.

In attesa di un’interrogazione parlamentare, che l’onorevole Grillini intende fare dopo aver acquisito ulteriori termini di valutazione, sono state rese note le motivazioni del preside. Secondo quanto riferito dall’insegnante responsabile, il tema sarebbe troppo forte per dei ragazzi della terza media.

Premesso che sull’accaduto avrei più considerazioni da fare mi limito ad analizzare i fatti. Il ragazzino, citato nell’apertura di questo post, che aveva deriso di non far entrare nei bagni dei maschi un compagno perché (probabilmente) gay ha 12 anni; dovrebbe frequentare la seconda media.

Il ragazzo suicida torinese aveva solo 16 anni. L’età è evidente, caro il mio preside, non conta. Conta solo il pregiudizio e un cattivo sistema scolastico grazie al quale gli insegnati che educano i giovani ad usare il cervello.

P.S. Fioroni (ministro della Pubblica Istruzione) invece che sgambettare al Family Day non sarebbe meglio pensare alla scuola?! In fondo è per questo che come cittadini ti paghiamo.

Via | la stampa.it

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