Tamara de Lempicka a Milano

Da oggi fino al 14 gennaio si può visitare al Palazzo Reale di Milano la mostra su Tamara de Lempicka, la “baronessa del pennello”.

Così hanno dato la notizia Laura Larcan su repubblica.it e Valentina Correr su il tempo.it.

L’immagine che il mondo conserva della turbolenta parabola artistica e umana di de Lempicka è quella di vivace protagonista della riappropriazione della scena artistica da parte delle donne tra le due guerre mondiali.

Una vita avventurosa che attraversa tutto il Novecento la sua, all’insegna della seduzione per il lusso, la mondanità e la nobiltà, uno spirito indipendente, una formazione internazionale tra Russia, Mittle Europa e Stati Uniti, una biografia amorosa densa di incontri, una ricerca artistica frenetica, l’ombra della cocaina, della depressione e della solitudine…

Una vita scandalosa. Gioia Mori, nella biografia sul sito della mostra, ricorda che nel 1921 la pittrice, che ha un marito dal quale presto divorzierà e una figlia,

inizia una storia con una vicina di casa, Ira Perrot, che le offre un viaggio in Italia, dove Tamara studia Botticelli e Antonello da Messina.

Ira sarà la protagonista del suo primo quadro esposto al Salon d’Automne l’anno successivo, nel cui catalogo Tamara adotta un nome maschile. E sarà anche la prima di una lunga serie di modelle-amanti, relazioni parallele a quelle con gli uomini.

Come si fa a non subire il fascino di questa donna carismatica e inquieta, che si diceva ossessionata dalle mani, le vere protagoniste dei locali notturni secondo lei, e da Greta Garbo?

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