Stati Uniti: i matrimoni gay alleggeriscono la spesa pubblica

New York. Le fasi per portare una società ad uno stato civile, non sempre comportano dei sacrifici; potrebbero, persino, causare un arricchimento del tutto inaspettato.

Secondo uno studio condotto dal giornale newyorchese City Comptroller di William Thompson, l’estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso potrebbe portare alle casse statati ben 184 milioni di dollari in tre anni. Vabbé.

Due sono le considerazioni che mi sento di scrivere sulla notizia.

Prima considerazione, per galanteria dedicata al presidente degli Stati Uniti George W Bush.
Vittima della sindrome di Peter Pan, Georgino ha deciso recentemente di chiedere più soldi per giocare meglio la sua partita di Risiko contro il Medio Oriente.
È inutile negarlo, il ragazzo non sa più a che santo (o pontefice, a seconda delle letture) dedicare le proprie preghiere per poter vincere a tutti i costi. Preso atto dei drammatici bilanci, non sarebbe ora di passare sopra certi stereotipi confezionati e garantire a gay e lesbiche un presente migliore?!

Il secondo pensierino lo dedico ai partecipanti del recente Family Day. Invece di lanciare anatemi a vostri simili, che all’attualità sono ancora cittadini di serie B (pur restando sempre signore per bene come la Juventus) perché non cominciate a finanziare dei progetti per la salvaguardia della famiglia. Se per assurdo ognuno di voi avesse speso uno euro lo scorso 12 maggio, oggi la sempre grigia Rosy (Bindi) avrebbe più di un milione di euro da spendere per tutelare le vostre famiglie. Davanti a quella cifra, forse, le vostre chiacchiere da fedeli perpetue del don Abbondio di turno sarebbero state meno contestabili.

Via | babilioniamagazine.it

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