Un omicidio omofobico (?) a Milano

Una macabra coincidenza fa sovrapporre alle polemiche milanesi sul patrocinio a un evento culturale gay (il Festival di cinema gaylesbico e queer culture) un gravissimo fatto di cronaca, che porta alle estreme conseguenze gli ultimi attacchi subiti dalla comunità omosessuale della città.

Un uomo di 47 anni, un importante dirigente locale della Margherita, Maurizio Oldani, è stato aggredito con ferocia la notte fra sabato e domenica e ieri è morto in ospedale senza mai riprendere conoscenza. Addosso gli sono stati trovati 100 euro - nascosti però in un calzino - e la tessera dell'Arcigay; vicino c'era uno zainetto con asciugamani e ciabatte da piscina.

Una delle piste su cui stanno insistende gli investigatori è proprio quella dell'aggressione motivata dall'omofobia, accanto a quella per scopo di rapina, che però non è congrua con i soldi trovati addosso alla vittima.

Onestamente, dopo i primi elementi diffusi dai mezzi di comunicazione (uno scapolo di 47 anni aggredito in mezzo alla strada, pestaggio a mani nude, nessuna rapina) non era difficile immaginare uno scenario come quello che si sta delineando adesso: sarà l'abitudine, sarà il sesto senso ma è così.

Se fosse confermata la matrice omofobica (il cosiddetto omocidio), sarebbe davvero il momento di una riflessione seria per questa città - e per tutto il paese - che negli ultimi tempi si è distinta nell'additare i gay, quando non sono stati direttamente minacciati (Libreria Babele) e aggrediti (Paolo Ferigo, presidente del Cig).
Aspettiamo che ci facciano fuori a uno a uno?

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