Roberto Herlitzka sulla scena del Garofano Verde

Dopo il debutto di "Signorine", va in scena dall’11 al 14 giugno il secondo spettacolo nel cartellone della romana rassegna “Garofano Verde. Scenari di teatro omosessuale”, giunta alla XIV edizione. Protagonista sul palco del trasteverino Teatro Belli (piazza di Santa Apollonia 11/a), Roberto Herlitzka recita in “Solo RH” di Vitaliano Trevisan (a sua volta attore in “Primo Amore” di Matteo Garrone e talentuoso scrittore ndr).

Trevisan spiega:

Una grande casa sulle colline, nella casa una stanza, e nella stanza un uomo. Un evento traumatico - la morte, forse per suicidio, del suo giovane compagno - lo incatena e lo costringe a rivivere, in una perversa coazione a ripetere, gli eventi di quel tragico giorno. Non c’è schiavitù peggiore di quella in cui è il singolo a tenere se stesso. Poco importa che egli non voglia ricordare: la sua natura di scrittore lo costringe comunque a cercare – scrivere è cercare, e ogni cercare è ricordare, così che chi non sa, o non vuol sapere, risvegliando la sua memoria, da se stesso prende coscienza di ciò che sa. Ripercorrendo quel testo che ha scritto sul muro, testo che illustra il suo tentativo di rimozione, egli si troverà a rivivere, per contrappasso, proprio quella memoria che così metodicamente ha cercato di cancellare.

Riportiamo anche un commento di Roberto Herlitzka sullo spettacolo:

Non sono un regista e non ho mai scritto note di regia. Ma se anche lo fossi, credo che le note mi verrebbero meglio alla fine delle repliche, che non all’inizio delle prove, perché le idee nascono più volentieri durante il lavoro. Tutto però comincia da un’immagine, che si forma subito e che informa il resto e che, quanto più è spontanea tanto più permette all’interprete una condizione vagamente analoga a quella del suo autore quando concepisce l’opera.
Qui l’immagine è il bianco, che ricopre e cancella cicatrici bianche (così come, recitando “Semplicemente complicato” di Bernhard mi figuravo di tracciare segni neri su una lavagna nera) ed è il suono, di cui si ambiscono le variazioni e che torna fatalmente al supplizio stridulo della goccia che, per l’appunto, fa traboccare il vaso, o, qui, la finestra.
Autore, scenografa, musicista ed io collaboreremo, se tutti saranno d’accordo, a far apparire questa immagine. Quanto alla recitazione cercherò di essere anch’io bianco e piovoso con variazioni.

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