Che delusione Second Life!

E' stata appena battuta la notizia di "stupri su Second Life". Si interroga il Washington Post: è giusto legiferare per garantire rispetto e legalità anche nel mondo virtuale più famoso del pianeta? Le notizie rimbalzano alla velocità della luce. Due i fatti più gravi denunciati: in Belgio è stata aperta un'inchiesta vera per uno stupro virtuale. In Germania, uno stupro virtuale su un bambino virtuale ad opera di un adulto virtuale. Entrambi sono stati espulsi da Second Life, scatenando l'ira degli avatar che vogliono una auto regolamentazione. Pubblicità? Voglia di attirare attenzione su Sl attraverso lo scandalo? Le domande nascono spontanee, visto che, essendo un software, per ogni azione, movimento, parola, ci vuole l'espresso consenso delle parti in gioco. Mi chiedo come si possa verificare uno stupro se il tuo "personaggio" non può essere neanche sfiorato se non accetti che questo avvenga. Ma, approfittando della notizia (che spero assumi toni meno drammatici), cerco di capire come funziona Second Life.

Cliccate per leggere il seguito di questo primo post di Aldissimo, cui diamo il benvenuto su Queerblog.

Per i pochi internauti che non conoscono ancora il magico mondo di Sl, chiarisco che nasce nel 2003 da una società americana la Linden Lab. E' un mondo virtuale tridimensionale on line accessibile a tutti, l'importante è essere maggiorenni . I residenti si chiamano avatar, e ognuno lo crea come preferisce. La grafica permette di differenziarsi apportando centinaia di modifiche possibili in ogni parte del corpo. Una volta decisa la propria identità e creato il proprio avatar si accede a Second Life. L'utilizzo del software è gratuito anche se per entrare in molti club devi pagare. Quindi devi trovarti un lavoro: muratore, barman, ballerino, pr, bagnino, ma anche prostituto. Ebbene sì, anche nel mondo virtuale sono arrivati i vizi: droga, sesso, alcol. Ovviamente sempre virtuali, colpiscono l'immaginazione e basta.

I numeri di Sl sono impressionanti: quasi 7 milioni di residenti. In una giornata tipo vengono scambiati circa due milioni di dollari statunitensi. Società come Microsoft, Toyota, Coca-Cola, Warner Bros (tanto per citarne alcune tra le più famose) lanciano iniziative, eventi, prodotti direttamente su Second Life. MTV ha promosso MTV 10, per festeggiare i 10 anni di programmazione italiana con concerti e convention virtuali con la partecipazione di migliaia di avatar. Anche la Farnesina ha deciso di investire in cultura su SL, rendendo possibile la fruizione di alcune mostre.

E per i gay amanti della virtualità? Sl offre numerosi ambienti, serate, club, bar, disco. Basta andare nel motore di ricerca degli eventi, e digitare gay. La lista di cose da fare e luoghi da visitare è abbastanza lunga. Incuriosito da questa seconda vita, creo il mio avatar e decido di partecipare a qualche evento gay in SL. Essendo un mondo virtuale, dove la fantasia è il motore principale di ogni cosa, mi creo bizzarro, quasi ridicolo. Voglio essere l'opposto di quello che cerco di apparire nella vita reale. Lascio perdere i muscoli, i capelli perfetti, la pelle abbronzata, l'abito alla moda, l'altezza, il giro vita, l'addome stirato. Una volta in SL cerco tra le tante cose che mi vengono proposte. Decido di andare in un "gay resort", la locandina promette divertimento. Purtroppo le aspettative vengono deluse. Alla fine è un luogo dove si vende materiale pornografico. Alle pareti enormi poster di ragazzi nudi. Escort. Li puoi prenotare e pagare con carta di credito. Terribile. Non è quello che cerco. Vado via subito. Opto per "gay island", anche qui la locandina promette follie. Il posto si presenta subito più cool. Tanta gente. Buona musica. Ambiente costruito con gusto: piscine, fiumiciattoli, boschetto che strizza l'occhietto a incontri hard. La pista da ballo è piena di ragazzi dall'aspetto impeccabile. Muscolosi, altissimi, volti perfetti, canotte attillatissime, pantaloni fascianti su cosce tornite da muscoli guizzanti. Mi fermo al bar e prendo un drink. Passa quasi un'ora e nessuno si è fermato a chattare con me. Faccio due tentativi di approccio, entrambi finiscono con frasi già ascoltate nella vita reale "scusa, devo andare, a presto. Divertiti" per poi vederli poco più in là in compagnia di un avatar simile a Raul Bova. Vado via…da Second Life. Non è esattamente quello che pensavo. Passare il mio tempo in un mondo virtuale per vivere le stesse frustrazioni della vita reale non è il massimo del piacere. Tanto vale andare con gli amici reali in un posto reale… almeno il drink al bar sortisce un effetto….sicuramente non immaginario.

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