Courage International, la rete per i cattolici gay

Courage International, a detta di Avvenire, è tra le poche esperienze impegnate nella pastorale per le persone omosessuali.

Courage International, la rete per i cattolici gay

Courage International è una rete fondata nel 1980 a New York per impulso dell’allora arcivescovo Terence Cooke (di cui è in corso tutto l’iter per dichiararlo beato). Si tratta di una rete attiva in diverse nazioni, tra cui l’Italia, ed è “tra le poche esperienze impegnate nella pastorale per le persone omosessuali, che rappresenta da oltre trent’anni un approdo affidabile, coerente con la dottrina della Chiesa”, come scrive Avvenire. Una rete che sembra essere in crescita, come ha dichiarato al giornale dei vescovi italiani Philip Bochanski, associate director di Courage International, anche se non è ben accolta da tutte le parti:

Nei vari Paesi in cui l’omosessualità è legata a ciò che il Papa Francesco ha chiamato fazioni o "lobby", gli attivisti gay a volte criticano i nostri sforzi per offrire formazione e cura pastorale, arrivando anche a dimostrare contro i nostri convegni. Siamo attenti a proteggere la riservatezza dei nostri membri, non rendiamo pubblici orario e luogo delle nostre riunioni. Spesso la critica che ci viene rivolta è frutto di un fraintendimento, tuttavia siamo contenti per l’opportunità di dialogo con gli altri che ci offre, nella speranza di risolvere i malintesi.

Luciano Mola, il giornalista di Avvenire che ha intervistato Bochanski, ha chiesto: “Cosa prevede la "ricetta" di Courage per aiutare le persone omosessuali che desiderano vivere pienamente la loro appartenenza alla Chiesa?”. E la risposta del direttore è stata la seguente:

I primi membri di Courage definirono cinque obiettivi, che offrono i punti di riferimento per abbracciare serenamente, in una visione integrata, la virtù e per stabilire relazioni autentiche con gli altri. Il primo obiettivo è la castità, il percorso comincia dalla comprensione del significato e dello scopo della sessualità, e dalla volontà di rispettare il progetto di Dio. Ciò richiede un impegno di santità che è sia fisico (evitare atti omosessuali) che spirituale (custodire la mente e il cuore, pensieri e desideri). Questo obiettivo della castità può essere raggiunto solo se ci si impegna anche a una vita di preghiera, fondata sui sacramenti, la Parola di Dio, e la direzione spirituale. Queste fonti di grazia incrementano la relazione personale con Dio e con la Chiesa, che offre il contesto per altri rapporti umani.

Insomma, niente di nuovo sotto il sole (del resto non potrebbe essere diversamente, altrimenti Avvenire non li avrebbe mai intervistati!). La linea è quella dettata dalla chiesa cattolica da decenni: “Sei gay e puoi essere cattolico a patto che tu non faccia sesso”. Amen.

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