Matrimoni gay celebrati all'estero: Alfano continua nella sua linea dura (anche contro il TAR)

“Con una forzatura al limite dell’abuso di potere il Ministro Alfano ha nuovamente calpestato i principi dello stato di diritto” dice in una nota l'Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford

Angelino Alfano

In un comunicato stampa Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford stigmatizza il comportamento del ministro Angelino Alfano che “ha nuovamente calpestato i principi dello stato di diritto, disattendendo la recente sentenza con la quale il TAR del Lazio ha accertato l’illegittimità del potere amministrativo di disporre la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni same-sex celebrati all’estero”.

Il riferimento è a quanto avvenuto a Reggio Emilia con il prefetto che ha cancellato la registrazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero: il provvedimento del prefetto è avvenuto a seguito di una nota ministeriale che lo invitava a “procedere senza indugio” alla cancellazione. “L’ordinanza del Prefetto rivolta al Sindaco ha prodotto l’annullamento delle trascrizioni, determinando per l’ennesima volta una situazione di illegittimità e di prevaricazione di facoltà e prerogative che, come ha accertato lo stesso TAR, appartengono unicamente al Giudice ordinario”.

Dichiara l’avv. Maria Grazia Sangalli, presidente di Avvocatura per i Diritti LGBTI - Rete Lenford:

Nessuno può cancellare un atto dai registri di stato civile se non ottemperando a un provvedimento giudiziale reso all’esito di un giudizio che garantisca ogni diritto di difesa: diversamente si produrrebbero situazioni di abuso che incidono sullo status dei cittadini e sui loro rapporti: il ministro di un governo xenofobo potrebbe, un domani, ordinare la cancellazione dal registro di un matrimonio interraziale.

E poi rivolge un appello al Governo:

Il ripristino del principio dello stato di diritto e della divisione dei poteri è questione che dovrebbe interessare tutti, a partire dal Governo del quale questo Ministro fa parte, al quale chiediamo di non avallare oltre questa situazione di illegalità.

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