Nozze gay negli USA: la Corte Suprema inizia la discussione

Da giorni molte persone, tra sostenitori e oppositori, manifestano davanti alla Corte, in gioco c'è davvero tanto


Come annunciato, la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha iniziato le udienze in merito alla discussione sulle nozze tra persone dello stesso sesso e le cose non sembrano così scontate come si potrebbe pensare. Se finora c’è stato un cauto ottimismo sul fatto che alla fine la Corte Suprema si sarebbe espressa a favore sulla parità matrimoniale, ora le cose sembra essere un po’ diverse e non si sa veramente cosa potrebbe decidere.

A giugno, quindi, i giudici della Corte Suprema dovranno esprimersi sul divieto imposto ai matrimoni tra persone dello stesso sesso in Kentucky, Michigan, Ohio e Tennessee, ma la questione è più ampia perché la decisione riguarderà tutti gli stati dell’unione: i giudici supremi, infatti, dovranno decidere se gli Stati debbano fornire la licenza matrimoniale alle coppie omosessuali e riconoscere un matrimonio celebrato in un altro Stato dell'Unione, in base al quattordicesimo emendamento della Costituzione, che garantisce la parità di tutti i cittadini davanti alla legge.

A oggi la questione è regolata a livello dei singoli Stati e la Corte federale non può tirarsi indietro nella decisione, come già ha fatto due anni fa. A differenza di allora, la situazione negli USA è cambiata: ora sono ben trentasei gli Stati USA che consentono il matrimonio tra persone dello stesso sesso e oltre il 70% della popolazione statunitense vive in luoghi in cui il matrimonio ugualitario è legale (due anni fa erano solo dodici gli stati a permettere le nozze gay e a questi si aggiungeva il District of Columbia). Barack Obama si augura che la Corte decida a favore dei matrimoni ugualitari e recentemente anche Hillary Clinton, che corre per la Casa Bianca, si è espressa a favore di una legge federale sulle nozze gay.

Sondaggio rivela che oltre la metà degli statunitensi è pro nozze gay

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