Modena, assemblea scolastica su omofobia (voluta da 1200 ragazzi) bloccata da 30 genitori

Può un gruppo di soli 30 genitori bloccare un'intera assemblea d'istituto a Modena?

assemblea ragazzi

Non è una bella notizia, quella che stiamo per darvi, poiché un'assemblea scolastica sull'omofobia, voluta da ben 1200 ragazzi, è stata bloccata da trenta genitori: i fatti sono stati raccontati da buona parte della stampa, e la versione è sempre la stessa; è successo, infatti, che in un istituto del modenese, si era deciso di parlare di transfobia e omofobia in assemblea: temi che hanno spinto 1200 ragazzi a raccogliere delle firme all'interno della scuola e che rientrano - come senz'altro saprete - fra quelli previsti dal Ministero dell'Istruzione per la scuola.

Succede, poi, che un gruppo di genitori, circa 30, decidono di opporsi a quest'assemblea, poiché svolta in assenza di contraddittorio. Ora, io mi chiedo: ma che contraddittorio deve esserci su omofobia e transfobia? Sono realtà che esistono e che non necessitano certo di qualcuno che le contesti o le spieghi diversamente. Ma per questo lascio la parola a quanto dichiarato da Arcigay Modena:

"Se si parla di omosessualità, transessualità o omofobia allora si parla di condizioni dell’esistenza, sancite nella loro legittimità dalla comunità medica e scientifica, e della non accettazione e discriminazione correlate a queste condizioni, anch'essa riconosciuta a livello sociale, e non di tesi contrapposte; sarebbe come dire che ad un’assemblea sulla Shoa dovrebbe essere presente almeno un rappresentante del negazionismo".

"Linguisticamente - queste, invece, le parole dei rappresentati - il contrario di omo è etero. Quindi si potrebbe avere come contraltare un eterosessuale. Ma se si parla di omofobia dobbiamo per forza avere un omofobo?".

Quanto detto, ovviamente, non fa una piega, e gli studenti, tra l'altro, paiono non essere affatto contenti di ciò che è accaduto; a parlare, per esempio, è stata Chiarandrea Franchini, rappresentante d'istituto:

"Noi studenti abbiamo diritto ad organizzare l’assemblea ed il tema è molto sentito oggi".

Arcigay poi precisa un fatto importante, che non fa molto onore a questa scuola:

"È vero che se non sono d’accordo con le attività previste all'interno del programma formativo è diritto dei genitori non farvi partecipare i propri figli, privandoli di questa occasione di formazione e conoscenza; quello che non è né legittimo né giusto è che per i propri preconcetti tolgano questa opportunità agli altri 1200 ragazzi che invece l’hanno richiesta a gran voce".

In Italia, ormai, può succedere di tutto, e purtroppo non è solo demagogia: ma realtà dei fatti. Cruda e vergognosa realtà.

Via | Gay.it
Fonte foto | Varesenews

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