Ricordando Tennessee Williams nel giorno della nascita

Un talento straordinario che ci ha lasciato in eredità opere spesso indimenticabili, da “Un tram che si chiama desiderio” alla “Notte dell’Iguana”, da “Improvvisamente l’estate scorsa” alla “Gatta sul tetto che scotta” (e ne citiamo solo una manciata).

Pochi hanno dubbi sul fatto che Tennessee Williams (1911-1983), di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita, sia il più grande drammaturgo americano del Novecento. Le sue opere hanno del resto sedotto le platee di tutto il mondo, conquistato il grande schermo con film indimenticabili come Un tram che si chiama desiderio, dove trionfava la bellezza a tratti brutali di Marlon Brando o La Gatta sul tetto che scotta in cui era invece il fascino più discreto ma certo non meno assoluto di Paul Newman a tenere banco. Successi che hanno dato allo scrittore grande popolarità in America come in Europa.

Tuttavia l’uomo Tennessee Williams aveva demoni che lo torturavano senza posa, dalla malattia mentale dell’amatissima sorella Rose (che gli ispirerà più personaggi) ad un difficilissimo e tribolato rapporto con il padre.

Sofferenze e disagi vecchi e nuovi che il drammaturgo convoglierà nelle sue opere, sublimandoli nell’arte, negli applausi scroscianti, nel suo peregrinare per il mondo alla ricerca di una pace difficile da agguantare e che divenne ancora più elusiva, quando negli anni ’70 critici e pubblico gli voltarono quasi all’unisono le spalle, dichiarando il suo talento finito, i suoi drammi fuori moda. Una presa di posizione che, nei suoi ultimi anni di vita, addolorerà profondamente il grande scrittore.

Tennessee Williams

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