Matrimoni gay approvati dalla Chiesa presbiteriana, la Chiesa evangelica abolisce l'obbligo di castità per i gay

Due belle notizie per i cittadini gay degli Stati Uniti d'America, dove la Chiesa presbiteriana ha deciso che i matrimoni fra persone dello stesso sesso saranno accettati

matrimonio lesbo

Se in Italia si continua a fare di tutto affinché tutto non cambi, negli Stati Uniti la situazione è un bel po' diversa, e non solo relativamente ai matrimoni gay: oggi vi parliamo di due importanti avvenimenti, il primo dei quali riguarda proprio il matrimonio; il secondo dei quali, invece, riguarda l'obbligo di castità imposto dalla Chiesa evangelica di San Francisco agli omosessuali. Le notizie sono entrambe positive, e dunque non possiamo far altro che esultare in anticipo: ma vediamo i dettagli.

La Chiesa Presbiteriana conta ben due milioni di fedeli ed è quella più importante negli Stati Uniti d'America: ci troviamo, insomma, dinanzi a un momento da incorniciare, visto che, a partire dal 21 giugno 2015, il matrimonio sarà definito come generica "unione tra due persone", "tradizionalmente un uomo e una donna"; questo sì che è un modo di rispettare tutti i credenti: qualcuno lo dica a papa Francesco & Co, e ricordi pure che tale decisione era stata presa già nel 2004, anche se per concretizzarsi dovevano essere oltre 170 gli organismi regionali a ratificarla. Oggi la quota è stata raggiunta e quindi sì: il matrimonio gay è accettato dalla Chiesa Presbiteriana, così come lo è nella Chiesa episcopale, in quella evangelica luterana e nella Chiesa unita di Cristo.

Decisione altrettanto importante, quella presa dalla Chiesa evangelica, che non chiederà più agli omosessuali la castità a vita; a spiegare il concetto, dimostrando grande sensibilità e indiscutibile apertura mentale, è stato Fred Harrell:

"I nostri colloqui pastorali e la ricerca nelle scienze sociali ci hanno mostrato elevati tassi di depressione, suicidi e dipendenze tra coloro che si identificano come persone LGBT. La conseguenza non intenzionale della nostra politica è stata quella di far sentire molte persone profondamente danneggiate, inaccettabili e perverse. Pensate a cosa possa significare sentirsi dire dalla propria famiglia o dalla propria comunità religiosa: 'Se resti, è necessario accettare il celibato senza alcuna speranza di poter godere della pienezza intellettuale, spirituale, emotiva, psicologica e fisica di una compagnia. Se avrai un compagno, sarai rifiutato'. Un ragionamento simile semplicemente non funziona e la gente si sente ferita. Dobbiamo ascoltare e dare una risposta".

Applausi!

Via | Gayburg

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