Bruno Balz, il paragrafo 175 e il costo di essere gay

Oggi Bruno Balz gode di grande fama in Germania e alla sua memoria è stato dedicato un intero teatro, tuttavia l’uomo fu perseguitato prima, durante e dopo il Nazismo a causa della sua omosessualità e del famigerato paragrafo 175.

Fu solo grazie alle sue celebri canzoni che Bruno Balz (1902-1988) ebbe salva la vita. Arrestato più volte per omosessualità, il paroliere finì nel 1941 nelle temibili mani della Gestapo che lo torturò per ore ed ore. Soltanto l’intervento di Michael Jary, celebre compositore con cui Balz collaborava, lo salvò dalla catastrofe ovvero la deportazione in un campo di concentramento. Nelle due settimane successive al suo rilascio, l'uomo scrisse due dei suoi più grandi successi.

Tuttavia le cose non andarono meglio neanche dopo la caduta del Nazismo, visto che l’ infame paragrafo 1975 che vietava e criminalizzava l’ omosessualità rimase in vigore ancora per diversi anni. Un’ ombra pesante che condizionò pesantemente buona parte della vita dell’ artista, costretto a mantenere sempre un basso profilo, a rifuggire dalle luci delle ribalta, a crearsi un paravento di eterosessualità con un matrimonio senza amore.

Fortunatamente, al di là del finto matrimonio con Selma, Bruno Balz ebbe una vita privata felice, spesa (almeno in parte) accanto all’attore Jurgen Draeger che gli fu vicino fino alla morte avvenuta nel 1988.

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