Umberto Veronesi: "Figli sintetici una sciocchezza, un gay può essere un bravissimo padre"

Umberto Veronesi prende la parola sulle dichiarazioni rilasciate da Dolce e Gabbana sulla famiglia gay

foto di umberto veronesi

Forse un giorno ci troveremo a ringraziare Domenico Dolce per le sue dichiarazioni sui figli sintetici, visto che ha scatenato tutto questo clamore mediatico, spingendo personaggi di tutto rispetto a intervenire a favore delle adozioni gay e comunque in difesa di una genitorialità diversa, o meglio: non ordinaria, da quella che ci si aspetta. Ieri alle Iene è andata in onda un'intervista in cui Dolce e Gabbana si dicevano favorevoli alle adozioni gay, e questo voglio sottolinearlo, per fornirvi un'informazione completa e darvi un quadro chiaro della situazione: se poi Dolce e Gabbana siano favorevoli o meno, dopo tutte le volte che hanno cambiato idea, ci interessa davvero poco... l'importante è che abbiano scatenato questo dibattito.

A intervenire sulla questione, pensate, è stato persino Umberto Veronesi, fonte autorevolissima che più volte, tra l'altro, si è schierato a favore dei diritti gay e dell'amore tra omosessuali:

"Se Domenico Dolce ha definito i figli della provetta 'sintetici' ha detto una sciocchezza. Noi siamo favorevoli alla riproduzione in provetta perché ormai di fronte a un'aumentata infertilità, sia maschile che femminile, e a una procreazione sempre più avanti con gli anni, dobbiamo trovare delle soluzioni. E la più semplice è la procreazione medicamente assistita. [...] Perché mai essere contrari alle adozioni da parte delle coppie gay? Un gay può essere un bravissimo padre o una bravissima madre, non vedo che differenza ci sia. Bisogna amare i propri figli, se una persona ha questa spinta amorevole per i propri figli, che siano o non siano geneticamente suoi, la cosa è legittimissima, che si tratti di coppie gay o di single".

Qualcuno lo dica a Salvini, ai salvinisti e in genere a chi preferisce tutelare modelli tradizionali di famiglia, a discapito di nuove e crescenti realtà, in nome di chissà cosa, poi, e questo qualcuno suggerisca sempre a Salvini, e a chi si comporta come lui, che aderire alla campagna #allacciamoci non cambia le carte in tavola: troppo facile essere contro l'omofobia ed evitare, al tempo stesso, che gli omosessuali godano dei propri diritti. Complimenti a Umberto Veronesi per la sua forma mentis.

Via | Gayburg

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