L'Aiart torna a tuonare contro gli omosessuali: troppi gay nelle fiction Rai

L'Aiart continua a protestare contro l'eccessiva esposizione di omosessuali e famiglie gay in TV

bacio gay

Stando a quanto dichiarato dall'Aiart, pare che Rai stia dando troppa importanza agli omosessuali nelle sue fiction, svilendo, di conseguenza, l'importanza della famiglia eterosessuale in un momento storico importante come il nostro, dove il concetto stesso di famiglia è stato messo in discussione e rimodellato sulla base di nuovi diritti e nuove esigenze: questo nei Paesi più civili del mondo, ovviamente, e non qui da noi, che purtroppo siamo il fanalino di coda in un'Europa di cui facciamo parte solo e soltanto per avere più tasse (perdonate la demagogia spicciola, ma non mi risultano ancora esserci stati provvedimenti tempestivi dopo le ultime parole dell'Unione Europea a proposito dei matrimoni gay...).

L'Aiart ha sottolineato con forza che il servizio pubblico non può dare tutto questo spazio ai personaggi gay; ricostruisce la presa di posizione dell'associazione degli spettatori cattolici proprio il quotidiano Il Giornale, che parla di

"eccessivo spazio dato a coppie omosessuali o, più in generale, a gay [che] ha dato fastidio al pubblico che si è prontamente lamentato con le associazioni di categoria. Polemiche che sono state subito portate sui tavoli dei vertici Rai".

"Troppe fiction - si legge sul Giornale - sempre danno un'immagine non corretta della famiglia, come se le unioni tra persone dello stesso sesso non riguardassero una minoranza della popolazione ma la maggioranza. [...] Chiediamo ai mass media, soprattutto alle fiction di dare un'immagine reale della società italiana".

Ormai, credo che queste prese di posizione siano ridicole e anacronistiche: a parte che una fiction è arte, e l'arte non ha certo limiti di questo tipo; per quanto riguarda la rappresentazione reale della società italiana, mi pare che tutta la società sia abbondantemente rappresentata in Rai, a partire dalla famiglia Anania con millemila figli; in terzo luogo, i gay sono una minoranza, certamente, ma ciò non vuol dire che non debbano avere lo spazio che meritano: a questi signori ricordo che uno stato che voglia chiamarsi tale ha il dovere di garantire a tutte le minoranze il riconoscimento di qualsiasi diritto (anche perché non è detto che una maggioranza, nel corso del tempo, possa continuare ad essere tale...).

Via | GayBurg

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