Mary Cheney mamma lesbica privilegiata

Tanti auguri a Mary, la figlia (lesbica) del vicepresidente degli Stati Uniti Dick Cheney. La donna ha partorito il suo primo bambino, Samuel David Cheney, generato se non sbaglio grazie alla fecondazione artificiale. Mary, infatti, è lesbica, vive con una compagna e la sua gravidanza provocò più di un imbarazzo al padre, leader della destra statunitense.

Una nascita è sempre una bella notizia, dunque c'è da gioire. Però è anche il momento di riflettere. Qualche anno fa si diceva che il privato è politico ed è vero ancora oggi. Mary ha provato in tutti i modi a sottrarsi alle polemiche, rivendicando il proprio diritto alla maternità nonostante le critiche della destra religiosa, ma - a parte il fatto di essere sempre stata dichiarata e di non essersi mai nascosta - ha continuato a sostenere il padre e il partito repubblicano. Persino quando la destra ha provato, invano, a introdurre nella Costituzione americana il divieto per due uomini o per due donne di sposarsi.

Francamente una posizione del genere è di quelle più difficili da sostenere: da una parte la propria identità, la propria vita e dall'altra una parte politica cui si appartiene. Ma a un certo punto, forse, si dovrebbe scegliere.

Mary Cheney è una donna lesbica, è vero, ma è anche una donna ricca e potente, con un padre potentissimo. E a lei è concesso ciò che a molte donne, etero e lesbiche ma normali, viene negato. I diritti civili, com'è ovvio, servono ai più deboli, non ai privilegiati.

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