L'Italia dice sì alle nozze gay (rispondendo all'ONU). È #lavoltabuona?

Il Governo italiano ha accolto diverse Raccomandazioni dell'ONU, tra cui quella di riconoscere il matrimonio ugualitario

Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone, ha riferito all’ANSA che

il Governo italiano ha detto sì alle Nazioni Unite all'introduzione del crimine di tortura, al matrimonio tra persone dello stesso sesso, all'istituzione della commissione nazionale indipendente sui diritti umani, al contrasto a ogni forma di discriminazione nei confronti dei rom.

A fine ottobre 2014 il Consiglio dei diritti umani dell'Onu ha rivolto all’Italia 186 Raccomandazioni; secondo quanto spiega Patrizio Gonnella – che, tra l’altro, è presidente della Coalizione italiana per i diritti e le libertà civili – il nostro Governo ha accettato di seguirne 176

tra cui quelle relative al matrimonio egualitario, alla criminalizzazione della tortura, al contrasto alla discriminazione nei confronti dei rom. Si tratta di una notizia importante a cui speriamo seguano fatti legislativi significativi.

Per quel che riguarda i diritti umani delle persone LGBT la Raccomandazione dell’Onu chiede di “assicurare alle persone LGBT uguali diritti legalizzando matrimonio egualitario e unioni civili”. Sarà la volta buona?

L'auspicio è che questo sia davvero l'obiettivo e che, ad esempio, il principio di uguaglianza non lo si voglia ridimensionare a formule parziali e comunque discriminatorie, ma anzi rimanga il faro che guida questa discussione. E soprattutto attendiamo che, dopo anni di annunci infruttuosi, si possa dare per chiusa la fase delle parole per passare finalmente a quella dei fatti, perché il tempo, quando si parla di diritti fondamentali, non è una questione secondaria.

Così commenta Flavio Romani, presidente di Arcigay: e anche noi speriamo che non sia solo l’ennesimo annuncio a cui non segue un bel nulla.

Il testo delle Raccomandazioni dell’ONU all’Italia


Matrimonio gay collettivo a Toronto per il World Pride 2014

Per quel che riguarda i diritti umani delle persone LGBT, ecco cosa ha chiesto Consiglio dei diritti umani dell'Onu all’Italia:

145.95 Stanziare le risorse necessarie alla lotta contro la discriminazione sulla base del genere e dell'orientamento sessuale, in modo da accelerare i progressi in materia (Spagna);
145.96 Accelerare e rafforzare azioni legislative e educative per combattere la discriminazione in tutte le sue forme, in particolare la discriminazione sulla base di sesso e orientamento sessuale (Canada);
145.97 Includere l'orientamento sessuale come motivo di protezione contro i discordi di istigazione all'odio (Canada);
145.98. Adoperare misure concrete per adottare la legislazione necessaria per il follow-up all'annuncio del primo ministro Renzi a lavorare sul riconoscimento delle relazioni omosessuali in Italia, come parte degli sforzi dell'Italia per rafforzare ulteriormente le misure per combattere la discriminazione e la violenza basata sull'orientamento sessuale e identità di genere (Paesi Bassi);
145.99 Garantire la parità di diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) riconoscendo legalmente il matrimonio tra persone dello stesso sesso e le unioni civili (Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord).

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