Matrimoni gay in Alabama di nuovo illegali: il Ku Klux Klan ha vinto

Comunità LGBT ancora esclusa e offesa in Alabama: il matrimonio ritorna illegale

ku klux klan

La situazione dei matrimoni gay in Alabama è stata al centro dell'attenzione della cronaca politica LGBT del mese di febbraio, visto che, dopo la legittimazione, si è scatenato il putiferio: per chi non lo sapesse, i repubblicani hanno protestato violentemente all'approvazione del matrimonio fra partner dello stesso sesso, prima tramite iniziative e poi tramite vere e proprie minacce: il giudice Roy Moore, per esempio, ha sottolineato che qualunque funzionario avesse deciso di rilasciare licenze di questo tipo sarebbe stato licenziato in tronco; per non parlare del Ku Klux Klan, che non ha certo bisogno di presentazioni, visto che ha più volte fatto sentire la propria voce, anche violentemente, per impedire che i matrimoni gay continuassero ad essere considerati legali.

Oggi siamo qui a scrivere un altro capitolo di questa triste vicenda, poiché la Corte Suprema dell'Alabama ha ordinato che le celebrazioni dei matrimoni gay non avvengano più:

"Così come è stato per circa due secoli - questo, il contenuto dell'ordinanza - la legge dell'Alabama permette il matrimonio solo ​​tra un uomo e una donna. I giudici dell'Alabama hanno il dovere di successione ministeriale a non emettere alcuna licenza matrimoniale in contrasto con questa legge. Nessuna disposizione altera la Costituzione degli Stati Uniti o prevale su questo dovere".

A impegnarsi attivamente, non solo il Ku Klux Klan, ma anche associazioni cristiane del calibro di Policy Institute Alabama e Alabama Citizens Action: i soliti noti, insomma, che non potevano che opporsi al fatto che il divieto di matrimonio fosse ritenuto incostituzionale. Vedremo cosa stabilirà la Corte Suprema federale e se il Ku Klux Klan e il resto degli omofobi vinceranno davvero.

Via | Gayburg
Fonte foto | Kulturekritic.com

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