Le campagne contro la discriminazione

Tre sono state le campagne anti discriminazione di cui abbiamo parlato questa settimana: una viene dalla Cina, un'altra dalle Isole Mauritius e un'altra ancora è italiana

Sappiamo bene quanto la pubblicità possa influenzare il comportamento delle persone e, soprattutto, il nostro modo di vedere e percepire la realtà. La pubblicità è uno strumento potente e, se ben realizzata, ottiene risultati che vanno al di là della promozione di quel che si pubblicizza. Questo è vero anche per gli spot che parlano del mondo lesbico, gay, bisessuale e transessuale.

In questa settimana abbiamo segnalato tre pubblicità “gay” in giro per il mondo che possono fare la differenza. La prima viene dalla Cina: per la prima volta in quell’immenso paese si è pensato di realizzare una campagna pubblicitaria che invita le persone gay e lesbiche a fare coming out. Dichiararsi gay, dirsi lesbiche è, infatti, il modo migliore per combattere i pregiudizi. La campagna cinese vuole porre l’accento sul fatto l’amore è amore, indipendentemente dal sesso.

Altra campagna pubblicitaria che mira ad annientare i pregiudizi è quella delle Isole Mauritius, paese in cui l’omosessualità è punita. In questa campagna si punta sul fatto che si è discriminati per il semplice fatto di amare e si chiede a chi osserva la campagna da che parte si ponga.

In Italia è stato lanciato uno spot dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che intende scardinare la discriminazione in vari settori (stranieri, donne, anziani e gay) e che ruota attorno allo slogan Spegni le discriminazioni, accendi i diritti. Inoltre con la campagna si vuole divulgare il servizio offerto dal Contact Center Unar che, attraverso il numero verde 800901010 e il sito dell'UNAR, raccoglie denunce e segnalazioni da parte di vittime o testimoni di discriminazioni per origine etnica, età, credo religioso, disabilità, orientamento sessuale e/o identità di genere.

L’omosessualità è più antica dell’omofobia

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