La famiglia “normale” è più felice, dice il cardinal Antonelli. E Ravasi...

La famiglia �normale� è più felice (dice il cardinal Antonelli)

È iniziato ieri a Milano il VII Incontro mondiale delle famiglie (cattoliche, ndr). Il tema dell'incontro è La famiglia: il lavoro e la festa e il culmine di tutto l'evento è l'incontro con papa Ratzinger.

Alla conferenza stampa di presentazione ci sono state alcune perle ecclesiastiche. Il cardinal Ennio Antonelli, presidente del Pontificio consiglio per la Famiglia, ha detto che:

La famiglia “normale” – composta da un uomo e una donna uniti in matrimonio, con due o più figli – è più felice.

Il cardinal Angelo Scola

Così, senza produrre studi a sostegno: un'affermazione calata dall'alto alla quale bisogna credere. Ovviamente non si dice di chi sia “più felice”, ma tutti hanno capito che si parla di “famiglie gay”. Sua Eminenza ha poi continuato evidenziando alcune peculiarità dell'incontro:

Si metterà in luce che questo tipo di famiglia è più vantaggiosa per la società, perché, anche se mediamente più povera, è più ricca di relazioni. Produce capitale umano per il lavoro, crea e vive la festa ed è mediamente più religiosa.

Mentre si sa, le coppie gay sono “mediamente più ricche” e non producono “capitale umano per il lavoro”, ma solo immoralità!

Gli fa eco il cardinale di Milano, Angelo Scola, che così legge l'incontro:

È un segno del fatto che famiglia chiamata dai sociologi “normo-composta” o “normo-costituita”, e cioè quella fondata sul rapporto fedele di un uomo e una donna sposati e aperti alla vita, sta al cuore del desiderio delle donne e degli uomini di oggi. Questa famiglia è stata portata al centro dell’attenzione.

Il cardinal Gianfranco RavasiCome se non bastasse il cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, ha tenuto una conferenza sul tema La famiglia tra opera della creazione e festa della salvezza nella quale ha parlato della stanza del dolore come uno dei luoghi simbolici della casa. Facendo un accenno al terremoto (visto che l'occasione di fare un po' di sciacallaggio gli è stata offerta da Madre Natura...) ha detto:

Si potrebbe continuare a lungo nel descrivere la vastità della stanza del dolore, naturalmente giungendo fino ai nostri giorni quando le pareti domestiche registrano spesso la decostruzione dell’intero edificio familiare in una sorta di terremoto. La lista delle antiche lacerazioni dei divorzi, ribellioni, infedeltà, aborti e così via si allarga a nuovi fenomeni socio-culturali come l’individualismo, la privatizzazione, i sorprendenti e non di rado sconcertanti percorsi bioetici della fecondazione in vitro, dell’utero in affitto, della coppia omosessuale e delle relative adozioni, delle teorie sul “gender”, della clonazione, della monogenitorialità, della pornografia e via dicendo.

Un bel calderone in cui l'idea di “decostruzione della famiglia” viene associata a “divorzi, ribellioni, infedeltà, aborti” quindi all'individualismo e alla privatizzazione per finire alla “fecondazione in vitro, dell’utero in affitto, della coppia omosessuale e delle relative adozioni, delle teorie sul “gender”, della clonazione, della monogenitorialità, della pornografia”. Almeno non ci ha accomunati ai pedofili (forse era troppo pure per lui...)

Io mi chiedo sempre come mai debbano essere degli uomini non sposati e senza famiglia a parlare della bellezza e della felicità della famiglia “tradizionale”. Se qualche padre o madre di famiglia osasse parlare della “spiritualità sacerdotale” verrebbe fulminato all'istante. Il contrario, invece, pare normale.

Foto | Family 2012

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