Gay sposato con un italiano all'estero respinto alla frontiera, Malpensa nella bufera

Una triste vicenda a Malpensa, con protagonista una coppia gay

coppia gay

Sta facendo molto discutere quanto accaduto a un omosessuale brasiliano sposato con un gay italiano: l'uno di 26 anni, l'altro di 24, i due non avrebbero mai creduto che lo straniero sarebbe stato respinto all'aeroporto di Malpensa, poiché, pensate, il matrimonio di entrambi non era stato trascritto. Già qui potremmo fermarci, visto che c'è una circolare del Ministro Alfano che impone il divieto di trascrivere matrimoni gay contratti all'estero, ma purtroppo ci tocca continuare.

Tutto è accaduto due giorni fa, quando il brasiliano è stato trattenuto nell'area controlli perché venisse verificata dalla Questura di Cuneo la cessazione degli effetti un decreto espulsivo che era stato emesso nei suoi confronti nel 2014. Pare che non sia stato verificato tutto questo, ma che il brasiliano sia stato ricacciato proprio per via delle nozze non trascritte: un comportamento - quest'ultimo - che ha fatto infuriare notevolmente Flavio Romani, noto presidente Arcigay; vediamo subito le sue dichiarazioni:

"Siamo al paradosso, viene richiesta una trascrizione che la circolare dell'attuale Ministro dell'Interno, muovendosi tra l'altro al di fuori delle proprie funzioni, ha espressamente vietato. Prima il danno e poi la beffa. Ma il punto gravissimo è che quella trascrizione è solo un bieco pretesto: i pronunciamenti delle Alte Corti italiane, oltre a numerosissime sentenze dei nostri tribunali e a un'inequivocabile circolare del Ministero dell'Interno datata 26/10/2012 chiariscono che il matrimonio tra persone dello stesso sesso, previsto in numerosi Paesi d'Europa e del mondo, deve considerarsi a tutti gli effetti valido ai fini dell'esercizio del diritto di libera circolazione, al seguito di cittadino Ue o italiano. Quei due ragazzi sono una famiglia, tanto per il Paese in cui sono state celebrate le nozze quanto nel nostro. Ed è proprio in virtù di questa considerazione che il Viminale ha disposto nel 2012 che le Questure rilasciassero regolare carta di soggiorno ai coniugi extracomunitari di cittadini italiani, uniti in matrimonio nei Paesi in cui è normata l'unione tra persone dello stesso sesso. Il comportamento delle autorità italiane infierisce sulla disparità di trattamento delle coppie omosessuali nel nostro Paese forzando al ribasso le poche norme esistenti a loro tutela e mettendo in atto, di fatto, un grave arretramento nel riconoscimento dei diritti. Pochissimo abbiamo e quel poco ci viene pure negato, brutalmente e senza curarsi della vessazione che questi comportamenti rappresentano per chi ne è destinatario. Chiediamo conto al Governo di questa grave ingiustizia e pretendiamo il tempestivo intervento delle autorità competenti, affinché venga ristabilita la piena legalità e venga riconosciuto al giovane brasiliano il diritto di entrare in territorio italiano in quanto coniuge di un nostro concittadino".

Staremo a vedere come si evolverà questa ennesima triste vicenda.

Via | Milano Today
Fonte foto | Wikimedia

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