Brutto o gay? Trovare lavoro è più difficile

Brutto o gay? Trovare lavoro è più difficileLa Fondazione Rodolfo De Benedetti ha reso pubblici i dati di un rapporto che vede l'essere brutti fisicamente o l'essere gay come un grande ostacolo per riuscire a trovare lavoro nella propria vita. Desolante? Parecchio, ma sembra funzionare, inconsciamente?, così.

Gli omosessuali avrebbero il 30% di possibilità in meno di essere richiamati dopo un iniziale colloquio di lavoro. Ma, a quanto pare, varrebbe solo per gli uomini. Le donne lesbiche non verrebbero discriminate per i loro gusti sessuali nonostante siano penalizzate se considerate "brutte". In questo caso, il 18% di loro avrebbe meno occasioni di essere ricercate dopo un primo incontro lavorativo. Il commento è chiaro:

Dimensioni inesplorate della discriminazione in Europa: religione, omosessualità e aspetto fisico. Se confrontati con i maschi eterosessuali, gli uomini omosessuali hanno il 30% in meno di probabilità di essere richiamati per un colloquio. Le donne eterosessuali e omosessuali, invece, non mostrano significative differenze nei tassi di richiamata. L’effetto penalizzante individuato per gli uomini è mitigato dal fatto di avere curricula “migliori” (più qualificati)? Niente affatto. È anzi vero il contrario: l’effetto negativo di un’identità omosessuale è addirittura più forte nel caso di persone con profili professionali più qualificati.

  • shares
  • Mail
7 commenti Aggiorna
Ordina: