L' arte "scandalosa" di Aubrey Beardsley

Aubrey Beardsley

Aubrey Beardsley nacque in una famiglia della buona borghesia, ma che da tempo navigava in cattive acque. La sua passione per l’arte lo portò tuttavia a frequentare i corsi serali della Westminster School of Art a Londra ed a creare illustrazioni di ispirazione giapponese che subito richiamarono l’attenzione di critici ed editori. Un successo che gli permise di entrare così in contatto con l’ immaginifico Oscar Wilde per il quale illustrò la celebre Salomè. Tavole in bianco e nero, d’ispirazione medievale, che suscitarono grandissimo clamore. Una tappa fondamentale nella sua carriera artistica, ma che segnò pesantemente anche la sua esistenza di uomo. Lo scandalo che travolse poco dopo Oscar Wilde procurò infatti diversi guai al giovane Beardsley che dalla sera alla mattina perse non solo il suo posto come art editor presso la rivista The Yellow book ma vide le sue illustrazioni duramente attaccate dai benpensanti che le tacciarono di immoralità.

L’illustratore tuttavia non si arrese e nonostante il clima ostile che si era ormai creato attorno al circolo di Oscar Wilde, continuò imperterrito a disegnare, ma la tubercolosi che lo perseguitava sin dall’infanzia sembrava non volergli dare più tregua. Ritiratosi a vivere nel sud della Francia nella vana speranza di rimettersi in sesto, Aubrey Beardsley morì poco dopo a Mentone. Nonostante non avesse ancora compiuto 26 anni, Beardsley, grazie a quelle sue immagini elegantemente profilate di nero e percorse da lunghi brividi di erotismo, viene oggi ricordato come uno dei più grandi illustratori di tutto il Novecento.

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