Slovenia: il Parlamento approva i matrimoni gay

Con 51 voti a favore il parlamento della Slovenia ha approvato il matrimonio gay. Ora manca solo la firma del presidente per entrare in vigore

La Slovenia dice sì al matrimonio ugualitario e diventa così il quattordicesimo paese europeo – e il ventunesimo in tutto il mondo – a permettere alle persone dello stesso di sposarsi. I sì al matrimonio ugualitario sono stati 51, i no 28 e gli astenuti 5.

La legge sul matrimonio ugualitario è stata proposta da Sinistra Unita, partito all’opposizione, e poi appoggiato dal partito centrista e dal socialdemocratico, tutti paesi che fanno parte della coalizione di governo.

L’opposizione di centrodestra si è detta contraria alla legge sul matrimonio ugualitario perché teme che possa aprire le porte anche all’adozione di minori da parte delle coppie dello stesso sesso regolarmente sposate. Ora la legge per entrare in vigore deve essere firmata dal presidente della repubblica.

Stando ai sondaggi, il 60% degli sloveni è favorevole al matrimonio ugualitario. Ciononostante mentre si votava la norma, fuori della sede del Parlamento circa duemila persone manifestavano per opporsi alla legge e promettevano di raccogliere le firme necessarie – ne servono quarantamila – per far approvare un referendum volto alla cancellazione della legge. Come riporta Euronews:

Per un referendum, in Slovenia servono 40.000 firme. Già nel 2012 si tenne una consultazione popolare sul matrimonio gay, che fu bocciato dal 55% dei votanti, ma la partecipazione fu appena al di sopra del quorum, che in Slovenia è di un quinto degli aventi diritto. In pratica, per bocciare la norma, basterà il voto negativo di poco meno di 350.000 persone.

Al momento attuale i gay possono sposarsi nei seguenti stati europei (in ordine cronologico): Paesi Bassi, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia, Inghilterra, Galles, Lussemburgo, Finlandia (dal 2017) e Slovenia.

La Slovenia verso il matrimonio gay?


Slovenia

13 febbraio 2015

Buone e inattese notizie giungono dalla Slovenia, paese in cui la possibilità che il matrimonio sia aperto alle coppie dello stesso sesso rinasce con forza pochi anni dopo che una prima iniziativa simile era naufragata per colpa della pressione dei conservatori. Un gruppo parlamentare ha approvato il matrimonio ugualitario con 11 voti a favore e 2 contrari. Certo, bisogna vedere come andrà avanti l’iter però sembra che ci sia la maggioranza sufficiente perché tutto proceda per il meglio.

Era il 2010 quando il governo sloveno, che si era impegnato a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso nel nuovo codice di famiglia, si vide obbligato a compiere passi indietro per via delle reazioni dei settori cattolici e della destra slovena, che si focalizzarono soprattutto sull’adozione. Nel mese di marzo 2010 il Parlamento della Slovenia approvava, in prima lettura, la riforma che introduceva il matrimonio ugualitario, ma le pressioni divennero così forti che il Governo cedette e nel 2011 ha annunciato che ritirava la norma.

Nonostante tutto, alcuni mesi dopo il Parlamento approvò una versione modificata della legge che almeno riconosceva importanti migliorie per i diritti delle coppie dello stesso sesso (che, ricordiamolo, in Slovenia sono riconosciute come coppie di fatto dal 2006). Per quel che riguarda l’adozione, la nuova legge non permetteva quella congiunta, ma dava il via libera alla stepchild adoption. Nemmeno queste modifiche, comunque, riuscirono a tranquillizzare i settori cattolici, che promossero un referendum vincolante, celebratosi nel 2012, con il quale il codice di famiglia venne rifiutato dal 55% dei votanti. Va detto, comunque, che la partecipazione al referendum non arrivò al 30% e nella capitale del paese, Lubiana, il risultato fu favorevole al nuovo diritto di famiglia.

Nel 2013 la Corte Costituzionale della Slovenia ha considerato incostituzionale la legge dello stato in materia di eredità, visto che discrimina le coppie dello stesso sesso. La sentenza andava così a completare un pronunciamento precedente che già considerava incostituzionale la legge slovena sulle coppie di fatto per un motivo simile.

La discussione sul matrimonio ugualitario ha ripreso vigore a dicembre 2014, quando Sinistra Unita ha proposto di nuovo la riforma del codice della famiglia per aprire le porte alle coppie dello stesso sesso. Al momento attuale il progetto di legge sembra poter contare sul sostegno di due dei tre partiti al governo: il Partito di Miro Cerar (di centrosinistra guidato dal giurista Miro Cerar, attuale primo ministro della Slovenia) e i Socialdemocratici. Il terzo partito al Governo, vale a dire il Partito Democratico dei Pensionati della Slovenia, è incline a lasciare libertà di voto ai suoi. Facendo i conti, su 90 deputati, sarebbero favorevoli i sei di Sinistra Unita, i 36 del Patitto di Miro Cerar e i sei Socialdemocratici, per un totale di 48 voti a favore, a cui potrebbero aggiungersi (o meno) i 10 parlamentari del Partito Democratico dei Pensionati.

Via | Dos Manzanas

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