Per la morte di Tyler Clementi 30 giorni di galera a Dharun Ravi


Vi ricorderete tutti il suicidio di Tyler Clementi, il ragazzo americano che si tolse la vita nel settembre 201o dopo che il suo compagno di stanza all'università, la Rutgers, lo aveva ripreso mentre faceva sesso con un altro uomo e aveva pubblicato il video su Internet. Per la vergogna e per la sua difficoltà a vivere l'omosessualità, a causa anche di una famiglia che lo sosteneva poco, Tyler si era ucciso.

Il suo compagno di stanza, Dharun Ravi, un 20enne di origine indiana immigrato negli Stati Uniti con la famiglia, è stato riconosciuto colpevole di un "crimine dell'odio" proprio per aver pubblicato quel video, ma rischiava una pena fino a 10 anni di carcere.

Il giudice invece ha appena deciso di infliggergli 10 giorni di prigione, oltre a tre anni sotto osservazione, 300 ore di servizi sociali per la comunità e una multa di 10mila dollari da versare a un'organizzazione che assiste le vittime di crimini dell'odio.

Non è facile commentare questa decisione: anche molte associazioni lgbt avevano chiesto di evitare condanne troppo pesanti, perché Ravi non può essere accusato del suicidio e la sua condanna non doveva diventare una sorta di vendetta, ma servire per aprire un grande dibattito di informazione ed educazione. Sarà così?

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