Mario Adinolfi non guarderà Sanremo a causa di Conchita Wurst: vivremo lo stesso

Mario Adinolfi contesta la partecipazione di Conchita Wurst a Sanremo 2015

mario adinolfi

Mario Adinolfi continua a portare avanti le sue tesi contro la propaganda gender, e lo fa annunciando pubblicamente di non essere disposto a guardare la seconda serata del Festival di Sanremo per via della presenza di Conchita Wurst, vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2014, e dunque legittimata a partecipare a un Festival sulla Musica Italiana. Vi posto alcuni commenti che il democratico ha pubblicato su Facebook a partire da ieri:

Mi piace la famiglia Anania. Mi piace la canzone di Malika Ayane. Non mi piace Conchita Wurst e la propaganda gender. Oggi vediamo Sanremo, domani no.

Mi piacerebbe dire a Mauro Coruzzi che senza trucco e parrucco, è un bellissimo uomo. Suona vero e addolorato. Non si rifugi nella paccottiglia dell'ideologia gender

Vi propongo, poi, un articolo che ha pubblicato sul suo La Croce, sempre a proposito di Mauro Coruzzi:

Mi è piaciuto proprio lui. Mi è piaciuta la verità che emergeva nuda e cruda nell’istante stesso in cui rinunciava a trucco e parrucco. [...] C’era tanta verità e derivava dal contrasto con la sua versione imbellettata, la Platinette che ci fa divertire ma che è una maschera a cui Coruzzi ha rinunciato. [...] Certo Coruzzi cantava con Grazia Di Michele una lagnetta che provava a dire il contrario: che lui era un po’ uomo e un po’ donna, che ci sono i cattivi che lo giudicano se si mette il rossetto (ma quando mai, deve tutto il suo successo a quel rossetto e a quella parruccona da Platinette), che in realtà lui va valutato come indistinto “essere umano”. E’ il cuore della ideologia gender che finirà, purtroppo, per essere la cifra di questo festival di Sanremo anche per via della disgraziata decisione di far esibire sul palco come “superospite internazionale” un tizio che come cantante vale zero e non ha mai manco pubblicato un album, quel Conchita Wurst che esiste solo come icona dell’ideologia gender, capelli lunghi, vestito da donna e barba nera.

Coruzzi va bene, insomma, ma Platinette no, così come non va bene la propaganda dell'ideologia gender, che Mauro ha comunque fatto con la canzone cantata assieme a Grazia Di Michele.

Ho ancora altro da proporvi, e viene sempre da Facebook:

Ottimo dato d'ascolto per la prima serata del Sanremo di Carlo Conti con la famiglia Anania in apertura: 11,8 milioni di telespettatori, 49% lo share. Oggi c'è Conchita Wurst e la propaganda gender è antipopolare, l'opposto esatto dello show che Carlo Conti ha costruito. E vedrete gli ascolti: 2 milioni di persone in meno, scommettiamo? [...] Facciamo capire alla tv pubblica che coi nostri soldi non si paga l'ideologia di chi vuole dire che maschio e femmina sono solo abiti intercambiabili, devastando i punti di riferimento in particolare dei bambini, dei nostri figli.

Io non ho molte parole per parlare di Mario Adinolfi, perché penso che si descriva da solo con le sue affermazioni: posso dire con estrema sincerità, però, che, se lui non dovesse vedere Sanremo, e non lo farà, noi vivremmo lo stesso, e anche meglio.

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