Coppie gay, a Firenze iscrizione nel registro delle unioni civili senza obbligo di coabitazione per un anno

A Firenze, un piccolo passo avanti per il mondo LGBT e per la burocrazia legata al registro delle unioni civili

UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE  IL VICE SINDACO DARIO NARDELLA E L'ASS CRISTINA GIACHI INAUGURANO LA SCUOLA DELL' INFANZIA LUIGI CAPUANA IN VIA CAMPANIA ALLE PIAGGE   STUDIO ASSOCIATO CGE FOTOGIORNALISMO

Una bella notizia per il mondo LGBT, esattamente per la comunità omosessuale di Firenze, anche se – diciamolo subito – nei fatti cambia ben poco: il punto è che, per i diritti che ci vengono riconosciuti in Italia, e per certe prese di posizione a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi, anche cose così banali possono risultare un piccolo passo in avanti.

Parliamo, per la precisione, di una delibera approvata recentemente dalla giunta comunale: a Firenze gay e lesbiche sposate all’estero potranno iscriversi nel registro comunale delle unioni civili senza dover per forza coabitare per un anno; come vedete, cambia ben poco, perché una coppia sposata si presuppone riesca a superare più anni assieme e che quindi dopo un anno possa essere regolarmente registrata: fatto sta che a Firenze qualcosa si è mosso, e una volta tanto a favore dei diritti civili del mondo LGBT.

A spiegare la situazione è stato il sindaco Nardella:

"“Abbiamo scelto la strada del pragmatismo e della legalità e approvando la delibera abbiamo fatto in modo che le persone dello stesso sesso che si sposano all'estero possano iscriversi nel registro comunale delle unioni civili vedendosi così riconosciuti i benefici previsti dal regolamento comunale sulle unioni civili. Nell’ambito delle nostre competenze e dei principi e delle regole fissate dalla legge statale operiamo per promuovere pari opportunità alle unioni di fatto favorendone l’integrazione sociale. Manteniamo così fede ad un impegno assunto senza inseguire azioni ‘manifesto’ ma badando di più alla concretezza e pensando così di imprimere un’accelerazione e uno stimolo al processo legislativo nazionale".

A Roma recentemente hanno trascritto l’atto di nascita di un bambino figlio di due mamme; oggi a Firenze è possibile iscriversi al registro senza dimostrare la coabitazione di un anno (se si è sposati all’estero): diciamo, insomma, che il 2015 è partito con il piede giusto. Che questo Parlamento bigotto e inefficiente si adoperi per cambiare la situazione anche a livello nazionale? La speranza è l’ultima a morire, anche se la vediamo davvero dura.

  • shares
  • Mail