Il referendum slovacco contro le nozze gay non ha raggiunto il quorum

In Slovacchia il referendum contro le nozze gay – voluto fortemente dalla chiesa cattolica – non ha raggiunto il quorum

La pubblicità slovacca con papa Francesco che invita a votare contro le nozze gay

L’Alleanza per la Famiglia, con il sostegno della chiesa cattolica, era riuscita a far tenere un referendum in Slovacchia per vietare il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’adozione da parte di coppie omosessuali. Bisogna ricordare che la Costituzione della Slovacchia aveva già stabilito lo scorso ottobre che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna e questo referendum voleva sottolineare ancora più questo fatto.

Il referendum è stato celebrato ieri, 7 febbraio, ed è stato un flop clamoroso. Perché il referendum fosse valido era necessario che si recassero alle urne il 50% degli aventi diritto, vale a dire oltre due milioni di persone. Stando ai dati non definitivi, sono andati a votare poco più del 21% degli elettori (appena 900mila persone) ragion per cui il referendum non è valido, indipendentemente dal risultato finale.

Quanti sono andati a votare dovevano rispondere a tre domande: una sulla definizione del matrimonio come unione esclusiva tra un uomo e una donna, una sull’adozione da parte delle coppie dello stesso sesso e una terza che lasciava aperta la possibilità per i minori di non ricevere alcuna educazione sessuale a scuola qualora i genitori fossero contrari. Coloro che sono andati a votare sono, ovviamente, contro il matrimonio ugualitario (il 95% dei votanti), contro l’adozione omogenitoriale (il 92% di quanti sono andati a votare) e contro l’educazione sessuale a scuola (il 90%).

La chiesa cattolica ha appoggiato questa votazione in vari modi: papa Francesco non solo ha autorizzato l’uso del suo volto nella campagna dell’Alleanza per la Famiglia, ma ha anche invitato espressamente gli slovacchi a votare in difesa della famiglia tradizionale.

Foto | Twitter

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