René Gruau, l'uomo che inventò l'illustrazione glam

I suoi disegni sono oggi ospitati da musei importanti e celebri come il Louvre. Il suo nome evoca istantaneamente un mondo elegante e sofisticato, con maliarde dalla bocca rosso fuoco, inguainate (naturalmente) in abiti favolosi.

Il suo nome è legato a doppio filo all’ illustrazione di moda. I suoi disegni, le sue squisite silhouette femminili diventarono non solo richiestissime dalle riviste patinate e dalle più celebri case di moda di quegli anni, ma segnarono anche una svolta epocale nel mondo della pubblicità e del marketing. Nato a Rimini dal conte Ricciardelli delle Caminate, il futuro illustratore di Vogue e Marie Claire, si trasferì ancora bambino a Parigi con la madre, un’aristocratica di origine francese.


Qui iniziò a frequentare presto il mondo dei grandi couturier , a disegnare per Christian Dior, Pierre Balmain ed Elsa Schiapparelli. Il suo stile inconfondibile, le sue pennellate sapienti, in grado di far vivere in modo così elegante ed esclusivo, chic e drammaticamente glamour le idee dei grandi nomi della moda, conquistarono rapidamente la fashion scene degli anni 30, ’40 e ’50, diventando in men che non si dica il simbolo di un’epoca dorata, almeno per quanto riguardava lusso ed eleganza.

Tuttavia René Gruau (1909-2004) non si occupò solo di moda e frivolezze, ma durante la seconda guerra mondiale contribuì a nascondere e salvare da morte certa centinaia di ebrei. Un operato questo messo spesso in ombra dallo sfavillio del suo successo come illustratore (disegnò, ricordiamolo, anche la locandina della Dolce vita di Fellini), ma che merita di essere oggi ampiamente ricordato.

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