Continua l'omofobia del vescovo di Alcalá de Henares e dei suoi preti

Continua l'omofobia del vescovo di Alcalá de Henares e dei suoi pretiL'omofobia del vescovo di Alcalá de Henares è ormai diventata un tormentone in Spagna: Juan Antonio Reig Plá è sotto gli occhi dei riflettori per le sue affermazioni omofobe pronunciate in diretta tv e lui continua imperterrito ad affermare che l'omosessualità è una malattia. Evidentemente non gli è bastato che le sue affermazioni siano state fatte oggetto di una denuncia e che il comune di Alcalá de Henares lo abbia dichiarato persona non gradita per via della sua omofobia.

Sabato e domenica scorsi le “sue” chiese hanno fatto quadrato intorno al vescovo (ed è logico che i preti e fedeli si stringano intorno al loro pastore) e hanno pregato per la libertà religiosa, per il vescovo, per quanti lo perseguitano (!) e rifiutano gli insegnamenti della chiesa. Al termine delle messe e di tali preghiere, però, sono stati distribuiti ai fedeli della diocesi dei foglietti in cui si fa il punto sull'omosessualità.

In tale materiale si legge che l'omosessualità ha un'origine psicologica non ancora spiegata ed è intrinsecamente disordinata, nonché contraria alla legge naturale, dal momento che si “chiude l'atto sessuale al dono della vita, non si attua una vera complementarietà affettiva e sessuale, e non può ricevere approvazione in alcun caso”. Inoltre su tali foglietti c'era scritto chiaramente che gli atti omosessuali “che non si sono ancora radicati, possono essere curati con una terapia appropriata” e si invitano, pertanto, i genitori che “notano tali tendenze nei loro figli a cercare l'aiuto di persone esperte e qualificate per offrire loro tutto il sostegno possibile”. In altre parole si ribadisce che l'omosessualità è una malattia e si esortano i genitori a far curare i figli gay.

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