Il vescovo Luigi Negri senza freni: "La legge contro l'omofobia è un delitto contro Dio e l'umanità"

Si può ritenere la legge contro l'omofobia un delitto contro Dio?

luigi negri

Non si può assolutamente sopportare che un comune cittadino si permetta di asserire che la legge contro l'omofobia sia un delitto contro Dio e l'umanità: le parole sono del vescovo di Ferrara Luigi Negri e fanno davvero arrabbiare, perché non parliamo né di matrimoni gay né di adozioni, bensì di rispetto della persona in quanto individuo portatore di diritti per natura o semplicemente essere umano, fate voi, visto che la sostanza non cambia. Come si può dire che una legge a tutela degli omosessuali, e dunque di una minoranza, sia un delitto contro Dio? Ma il Dio di cui queste persone parlano che tipo di divinità sarebbe, se dovesse ritenere che un provvedimento del genere fosse un attentato contro di lui?

Vediamo le dichiarazioni precise:

"La legge contro l'omofobia è un delitto contro Dio e contro l'umanità. La legge sull'aborto invece non ha consentito di venire al mondo ad oltre sei milioni di italiani e la scarsità di figli ci ha fatto sprofondare in questa crisi economica".

Sull'aborto ci sarebbe molto da dire: io, per esempio, non sono d'accordo, ma non mi sognerei mai di dire che la crisi sia dovuta alla scarsità di figli, perché, se di figli non se ne fanno, il motivo non sta solo nel cambiamento della società, che è comunque libera di fare ciò che vuole senza sfornare figli come conigli, ma anche nell'impossibilità di mantenere la prole. Insomma, con tutte queste tasse, sfido chiunque a mettere al mondo figli in modo irresponsabile: qualcuno lo dica al vescovo di Ferrara.

Era una conferenza sulla XXXVII Giornata per la vita!


Tali esternazioni sono arrivate durante la conferenza "Solidali per la vita, sfide e modelli per il tempo difficile", tenutasi nella Sala Estense per la XXXVII Giornata per la Vita: tanti i temi trattati, da aborto a fecondazione assistita fino all'omosessualità et similia. Tante le opinioni assurde, che hanno scatenato polemiche nel tessuto democratico della politica locale: i Giovani Democratici hanno pubblicato una lettera su Nuova Ferrara, dove hanno scritto che è "intellettualmente disonesto" sostenere che

"che l'aborto sia responsabile della crisi così come lo è il cercare consensi in materia utilizzando un nervo scoperto come le difficoltà economiche delle famiglie".

Ancor più incisive, le parole del consigliere comunale Gianluca Fiorentini di Sel:

"Comprendo che il vescovo di Ferrara debba coltivarsi il proprio orticello nell'ultradestra cattolica, continuando a contrapporre, in una rinnovata crociata, la sua visione assolutistica a quello Stato laico nato dal Risorgimento e dalla Resistenza. Faccio un po' più fatica a capire come tutto questo possa aiutare la comunità cattolica ferrarese".

Non se ne può davvero più: questa gente non può pensare di dire ciò che vuole, come e quando vuole, e sperare di farla franca, soprattutto se in ballo ci sono questioni così delicate; voglio dire, il vescovo avrà mica sentito parlare di suicidi per bullismo omofobo avvenuti in Italia, in una parte e l'altra del Paese?

Via | Corriere.it

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