Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia 2012: un cammino di speranza

Oggi è stato un giorno importante: si è celebrata, infatti, la Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia. Un giorno in cui si è ricordato alla società e a noi stessi che l'omofobia e la transfobia esistono e sono parte della vita di molte persone. Da un lato abbiamo le vittime e dall'altro i carnefici che in modi diversi agiscono in maniera omofoba a partire dalla “semplice” presa in giro fino a veri e propri atti di discriminazione.

Una giornata per invitare la società a riflettere sul fatto che molti giovani e adolescenti si tolgono la vita perché amano. Sì, il problema è solo questo: si è discriminati perché si ama. Si ama una persona dello stesso sesso, ma di amore stiamo parlando.

In Iran, Arabia Saudita, Yemen, Mauritania, Sudan, Nigeria, Somalia i gay vengono condannati a morte; in altri settantotto Paesi l'omosessualità è illegale. In molte zone del mondo la situazione negli ultimi anni è senza dubbio migliorata. Ma molto c'è ancora da fare sia nei paesi più “avanzati” che hanno leggi che proteggono i diritti della persone lgbti sia, a maggior ragione, negli altri paesi che tali leggi non hanno. Nei primi perché una legge, per quanto sia importante, non cambia la mentalità delle persone ed episodi di aggressioni, bullismo e discriminazione sono ancora frequenti. Negli altri paesi perché i crimini che hanno come movente l'omofobia e la transfobia non vengono puniti e le persone lgbt non possono contare sul diritto alla sicurezza.

L'omofobia e la transfobia hanno sempre meno angoli in cui nascondersi, ma ancora li hanno. Il cammino è lungo: per questo è importante ricordarlo ogni giorno, soprattutto a quanti invocano la libertà di parola e di religione per mascherare soprusi e discriminazione. Per dirla con il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda: “Lavoriamo perché di questa giornata non ci sia più bisogno”.

Via | Ambiente G

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