Il pastore omofobo con un passato da star a luci rosse

E così il pastore che parla sempre dell'omosessualità come peccato e malattia era un attore di film gay per adulti: i misteri della religione!

Jose Santiago alias Gustavo Arrango

È proprio il caso di dirlo: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. La storia scoperchiata (perdonatemi il gioco di parole) in questi giorni è di quelle che fanno un po’ sorridere e un po’ riflettere. Siamo nel Portorico dove un pastore – José Santiago, di trentatré anni – è noto per le sue posizioni contro l’omosessualità: come molti altri suoi correligionari ritiene che l’omosessualità possa essere guarita, soprattutto con l’intervento di Dio. I suoi sermoni sono molto calorosi e lui, che è sposato con una donna, batte e ribatte sullo stesso punto.

Poi un giorno succede che qualcuno scopre che il buon José Santiago prima di essere uno zelante pastore, era un ancor più fervente attore di film a luci rosse, gay. E così iniziano a spuntare da ogni parte nella rete film con il pastore – che all’epoca delle sue performance si faceva chiamare Gustavo Arrango. I suoi fedeli parrocchiani hanno visto i filmini in questioni (per informazione, mica per altro…) e sono rimasti sbalorditi dalle prestazioni di José, quando era Gustavo, tra le lenzuola e dinanzi alle telecamere, e così sono arrivate molte, moltissime richieste di abbandonare il suo incarico di pastore. Già qualche tempo fa erano uscite delle voci su di lui, ma si erano fermate al fatto che fosse uno spogliarellista. Ora invece è stato scoperto un altro aspetto della sua vita.

José Santiago lascerà? Macché! È un’occasione in più per portare avanti la sua campagna antigay. L’omosessualità si può curare e lui ne è la prova concreta: egli stesso è “guarito” quando è stato “toccato da Dio”. Afferma che nel suo passato era gay e “partecipava ad attività omosessuali, però Dio mi ha toccato, mi ha trasformato, Dio mi ha posto accanto una donna che amo e che mi ama”. Perché, ovviamente, lui è sposato con una donna.

E per quel che riguarda i filmini? Sostiene anche di non ricevere più alcun diritto d’autore dai suoi film a luci rosse e che tutti fanno cose di cui poi si pentono: “Quella era la mia vita prima di conoscere Dio”.

Via | Ragap

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