Partecipanti al Family Day si rifiutano di mangiare cibo preparato dai gay

Bollettini di guerra quelli di questi giorni, per nulla rassicuranti del clima che stiamo vivendo di questi tempi. Dal Vaticano al Family Day, ecco che si raccolgono così i primi frutti. Aria di razzismo, xenofobia, violenza. Quasi meglio lo smog.

Vi abbiamo parlato qui e qui degli episodi di violenza e omofobia, figli della discriminazione e delle invettive clerico-politiche (vedi qui). Ora, purtroppo, questi episodi continuano a figliare come conigli e si moltiplicano come i topi.

Abbiamo appena saputo che sabato scorso, 12 maggio, dei partecipanti al Family Day si sono per caso fermati a mangiare in un locale gay-lesbo della capitale, il Coming Out, noto per il suo affollatissimo muretto in braccio al Colosseo. Quando si sono accorti che il locale era per glbt si sono rifiutati di mangiare, lasciando il cibo ordinato sui piatti, dicendo che mai avrebbero mangiato cose preparate da persone omosessuali! Ragazzi, ma ci rendiamo conto a che punto siamo arrivati? La gravità e la tangibilità dei fatti ci spinge non solo alla riflessione ma anche all'azione. Non possiamo permettere di tornare al Medioevo, mentre tutta l'Europa va avanti.

Intanto condividiamo con voi il comunicato divulgato da Arcilesbica sull'accaduto e dalle stesse proprietarie del Coming Out. Aspettiamo i vostri commenti sull'indecente episodio. L'ennesimo, ahinoi. E temiamo nemmeno l'ultimo.

DAL FAMILY DAY AL COLOSSEO!

Mentre in tv imperversano le immagini rassicuranti della famiglia perfetta che in estasi canta, prega e si commuove, girato l’angolo e imboccato il lungo vicolo, scivola via la maschera: il buon cristiano ora è una bestia affamata diretta al Colosseo. Sarà l’odore del sangue ancora impregnato in quelle pietre, sarà il sole che acceca... la tragedia è quando si perde la propria Storia... Ancora un episodio grave di odio. Sabato 12 Maggio a Roma: un gruppo di persone reduci dalla manifestazione del Family Day mentre si accingeva a pranzare in un locale nei pressi del Colosseo, il Coming Out, rendendosi conto che si trattava di un esercizio gestito da lesbiche e frequentato da persone LGBT, si è alzato lasciando le pietanze intatte nei piatti sostenendo che non avrebbero mai mangiato cibi preparati da persone omosessuali. Un gesto pesante che rievoca l’inizio della campagna di odio xenofobo nella Germania nazista... Sono troppi gli episodi di violenza omofobica che si stanno verificando da un pò di mesi a questa parte. E’ doverosa e urgente l’approvazione immediata di provvedimenti legislativi a tutela delle persone omosessuali, così come da anni sono in vigore nel resto della comunità europea. Quando in Italia si fa incalzante e minaccioso l’attacco della Cei: “l’omosessualità nemica della chiesa”, nessuna Istituzione di questa Repubblica respinge. Mentre i primi si stanno rendendo responsabili morali della violenta recrudescenza di atti contro le persone omosessuali alzando ogni giorno i toni, l’inadempienza dei secondi sta mettendo in serio pericolo la sicurezza fisica delle persone omosessuali in questo Paese. Voglio con questo esprimere la mia totale solidarietà alle ragazze del Coming Out purtroppo già più volte oggetto di attacchi anche violenti nel corso degli utlimi due anni. Invito tutti e tutte a non abbassare la guardia, ovvero a denunciare pubblicamente sempre qualsiasi atto di aggressione e di mantenere il contatto costante con le associazioni LGBT presenti sul territorio.
Segreteria Nazionale Arcilesbica


COMUNICATO DEL COMING OUT “IL RAZZISMO DEL FAMILY DAY”

I politici, i vertici delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali sostengono che “'Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese'.
I sostenitori del Family Day hanno dimostrato che il bene per il paese fosse quello di adottare atteggiamenti discriminanti:
Il Coming Out, noto locale gay nel centro di Roma, denuncia apertamente comportamenti discriminanti di persone che durante questa giornata dai “valori” così esasperati, si sedeva ai tavoli e se ne andava una volta compreso che si trattava di un locale gay.
Ma essere omosessuale perché fa così paura a queste famiglie?
Il risalto mediatico e l’appartenenza politica del Family Day del 12 maggio fa pensare unicamente che se la famiglia ha così bisogno di scendere in piazza per sottolineare valori che ci appartengono da sempre significa che qualcosa è cambiato.
Non condividere il Family day non significa non sostenere il valore dei rapporti familiari, e neppure sostenere le ragioni degli omosessuali e transessuali in opposizione a quelle della famiglia. Non si può dialogare con chi delegittima a priori ogni posizione diversa e spesso manca di rispetto per le vite e le scelte altrui, specie quando non sono ipocrite, ma alla luce del sole.

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