Stephen Tennant, storia di un talento mancato

Stephen Tennant

Un talento quello dell’aristocratico Stephen Tennant (1906-1987) che inseguì per quasi vent’anni il sogno di un romanzo, ma che alla fine dovette arrendersi alla propria naturale, incurabile pigrizia, lasciandolo incompiuto nel cassetto. Tuttavia Tennant, acuto ed affascinantissimo giovane del bel mondo inglese, fu fonte d’ispirazione per altri romanzieri; scrittori sicuramente più volitivi e prolifici di lui come il caustico Evelyn Waugh che lo immortalò nell’indimenticabile figura di Sebastian Flyte in Brideshead Revisited, uno dei suoi romanzi più riusciti. Una vita quella di Stephen Tennant governata dunque dalla pigrizia, ma che seppe anche essere centro e fulcro di un circolo di giovani talentuosi, destinati in un modo o in altro a lasciare un segno indelebile nel mondo delle arti.

Legatosi a Siegfried Sassoon, Tennant lo abbandonò però dopo quattro anni senza alcuna reale spiegazione, lasciando il celebre poeta costernato e depresso per diversi mesi. Molti sono i miti che circolano ancora oggi sulla sua figura. Voci insistenti ci ricordano ancora una volta di quella sua elegante oziosità che lo portava a trascorrere lunghe settimane a letto, languidamente lontano da quel mondo considerato troppo rumoroso ed esigente. Esagerazioni probabilmente, visto che Stephen Tennant continuò a viaggiare per anni, visitando spesso l ‘Italia e l’America, forte di un fascino che non sembrava davvero conoscere tramonto od arresti e che anche in vecchiaia seppe fare nuove e prestigiose vittime, primo fra tutti lo scrittore V. S. Naipaul che gli dedicò un altro splendido ritratto nel suo romanzo The Enigma of Arrival.

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