I film LGBT della storia del cinema: Gli occhiali d'oro, 1987

Il film porta la firma di un regista raffinato e sensibile come Giuliano Montaldo, mentre nel cast spiccano altri nomi di primo piano, da Philippe Noiret, nella parte del medico omosessuale, a Rupert Everett in quello del giovane studente ebreo Davide Lattes.

Tratto dall’ omonimo romanzo di Giorgio Bassani, Gli occhiali d’oro ci porta nella Ferrara del 1938. La città vive, come del resto tutto il paese, momenti di acuta tensione sociale. L’ ombra sinistra delle leggi razziali promulgate dal Fascismo incombe minacciosa sul destino dei protagonisti, primo fra tutti Davide Lattes, il giovane studente ebreo che funge da io narrante.

E’ lui che ci fa conoscere la figura solitaria e rispettata del dottore Fadigati, un omosessuale di mezza età travolto dalla passione per l’aitante Eraldo, compagno di studi dello stesso Davide. Un amore accecante, assoluto che conduce progressivamente l’uomo in un baratro.

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Isolato e oggetto del ludibrio pubblico dopo che la sua omosessualità è diventata fonte di scandalo per i suoi concittadini, il dottore, interpretato, lo ricordiamo, da uno straordinario Philippe Noiret, sembra vedere nel suicidio la sua unica via d’uscita. Nelle acque grigie del Po la sola risposta. Acque che idealmente riflettono le nuvole di tempesta che si addensano sempre più fitte e minacciose sui cieli di tutta Europa.

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